TOTUS TUUS

Messaggio del 25 Aprile 2008

«Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell´amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell´amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»

Chi sono

Blogger: ggraceffa
Nome: giovanni graceffa
Un uomo felice, benedetto dal Signore, con una vita felice, allietata da una fantastica moglie e un meraviglioso figlio, nato il mio stesso giorno di trenta anni dopo, ed una stupenda figlia che il Cielo ci ha da poco donato per completare la nostra gioia.

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venerdì, 29 luglio 2005

In ricordo di un eroe siciliano
il Giudice Rocco Chinnici
Venerdì 29 luglio 1983, a Palermo.
Il cielo azzurro intenso è quello che solo la Sicilia sa regalare in piena estate, ma l'aria già tiepida alle prime ore del mattino lascia presagire una delle giornate più torride ed assolate della calda estate isolana.
In via Pipitone Federico, in un elegante quartiere residenziale, c'è la piacevole calma delle mattinate estive: la città è semivuota, le scuole sono chiuse, molti palermitani sono già da tempo nella casa al mare. Molti, proprio quella mattina, si preparano a partire per le vacanze di agosto. Rocco Chinnici, nel suo appartamento al terzo piano, si è alzato presto, verso le cinque, come ogni mattina, e sta lavorando alle sue carte nello studio, con il balcone aperto. Chissà se affacciandosi per prendere un po' d'aria ha notato una 126, una macchina apparentemente innocua, posteggiata proprio davanti al portone. Sono le otto e la via adesso è un po' più animata: il panificio, al piano terra dello stabile, ha alzato le saracinesche, il portiere Stefano Li Sacchi ha aperto la portineria; di tanto in tanto passa qualche vettura. Arriva la blindata di Chinnici, un'Alfetta beige, guidata dal Sig. Paparcuri, e l'Alfasud dei Carabinieri della scorta, con a bordo il maresciallo Trapassi e l'appuntato Bartolotta. C'è anche una gazzella dei Carabinieri che da qualche mese, da quando le minacce al Giudice si sono fatte più gravi, ha il compito di rinforzare la sorveglianza nel punto forse più pericoloso del tragitto casa-ufficio. Davanti al portone c'è sempre la 126 posteggiata. Il consueto saluto affettuoso ai familiari e poi giù per le scale. Rocco Chinnici scendeva e saliva sempre a piedi; era l'unica attività fisica che la sua vita blindata e superimpegnata ormai gli concedeva. Chissà se Chinnici, consapevole com'era dei pericoli che correva, ha pensato che poteva essere l'ultima volta che percorreva quelle rampe. Una mattina qualsiasi nella quiete dell'estate in città, quel ventinove luglio. Sono le otto e dieci. Una devastante esplosione scuote violentemente l'intero isolato. Qualcosa di inaudito, forse inimmaginabile in quell'atmosfera rilassata.
E' la 126: è stata imbottita di tritolo e fatta esplodere con un comando a distanza nel momento in cui Chinnici, per poter salire sulla blindata, è costretto a passarvi accanto. E' l'inferno. Palermo come Beirut, titoleranno i giornali. Ma questa immagine non basta a descrivere la devastazione. Sulla strada, in mezzo alle carcasse delle auto ed all'acqua fuoriuscita dalle tubazioni scoppiate, si distinguono a fatica i corpi senza vita, devastati dall'esplosione. Oltre a Rocco Chinnici ci sono Mario Trapassi, Salvatore Bartolotta e Stefano Li Sacchi. Nell'auto di servizio, l'autista Giovanni Paparcuri, parzialmente protetto dalla blindatura, è gravemente ferito e privo di sensi. Sopravviverà, ma senza mai superare del tutto i problemi fisici procuratigli dalla parziale esposizione all'onda d'urto e senza ricevere dallo Stato quella solidarietà che gli era dovuta. Ci sono decine di feriti, anche all'interno delle abitazioni. E tra i feriti due bambini. Era la preoccupazione più grande, per Rocco Chinnici, negli ultimi tempi, quella di poter coinvolgere in un possibile attentato un familiare, un passante, un uomo della scorta. Se avesse potuto, avrebbe chiesto che altri uomini non morissero con lui. Per il resto solo devastazione, quel ventinove luglio alle otto e dieci. Infissi divelti, a decine, intonaci staccati, asfalto sollevato, tubazioni distrutte. Devastazione e silenzio. Per secondi lunghi come ore, dopo l'assordante fragore c'è un silenzio irreale su quella scena irreale. Poi le grida di dolore, di disperazione, le sirene di Polizia e Carabinieri con gli agenti che scendono dalle volanti e rimangono impietriti e sbigottiti senza sapere cosa fare. Più tardi la rabbia, il brusio, le telecamere, i curiosi, i rilevamenti, le autorità, gli amici, i parenti, alcuni cittadini. Una ferita profonda alla coscienza civile della città, questa volta anche a quella parte allora solitamente indifferente o convinta che , in fondo, chi fa questa fine, anche se nel giusto, se la va un po' a cercare. Non più soltanto pochi grammi di piombo e polvere da sparo. Ma tritolo. A quintali. E non si resta indifferenti. Uno scenario impensabile in un paese civile. Eppure destinato a ripetersi. Altre due volte: il 23 maggio 1992 per Giovanni Falcone e il 19 luglio 1992 per Paolo Borsellino.
Falcone e Borsellino: due discepoli di Chinnici. Tutti e tre fatti fuori con quintali di tritolo.
Un caso.
Tratto dal sito della fondazione Rocco Chinnici
 
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 15:41 | link | commenti
categorie: informazione

La Madonna nel suo ultimo messaggio da Medjugorje, che potete leggere due post più sotto, ci ha invitati a riempire la nostra giornata di brevi preghiere e ci ha invitato anche ad fare noveve di digiuni e rinunce. Mi propongo allora qualche piccola riflessione sul digiuno cattolico, umile pretica da molti se non moltissimi ormai dimenticata.

Marco (2,18-22)
In quel tempo i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si recarono allora da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni in cui sarà loro tolto lo sposo e allora digiuneranno. Nessuno cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri e si perdono vino e otri, ma vino nuovo in otri nuovi».
   
Nel dare una risposta ai discepoli di Giovanni Battista e ai farisei, che chiedono come mai i suoi discepoli non osservano il digiuno, Gesù non rinnega questa pratica, ma la rinnova nei suoi modi, nei tempi e nei contenuti. Il digiuno è diventato ai nostri giorni una pratica ambigua. Nell’antichità non si conosceva che il digiuno religioso; oggi esiste un digiuno politico e sociale (scioperi della fame!), un digiuno igienico o ideologico (vegetariani), un digiuno patologico (anoressia), un digiuno estetico (per mantenere la linea). Esiste soprattutto un digiuno imposto dalla necessità: quello dei milioni di esseri umani che non hanno il minimo indispensabile e muoiono di fame. Per sé stessi, questi digiuni nulla hanno a che vedere con ragioni religiose e ascetiche. Nel digiuno estetico, anzi, a volte (non sempre) si "mortifica" il vizio della gola, solo per obbedire a un altro vizio capitale, quello della superbia o della vanità.
È importante perciò cercare di riscoprire il genuino insegnamento biblico sul digiuno. Nella Bibbia troviamo, nei confronti del digiuno, l’atteggiamento del "sì, ma", dell’approvazione e della riserva critica. Il digiuno, per sé, è cosa buona e raccomandabile; traduce alcuni atteggiamenti religiosi fondamentali: riverenza davanti a Dio, riconoscimento dei propri peccati, resistenza ai desideri della carne, sollecitudine e solidarietà verso i poveri... Come tutte le cose umane, però, esso può scadere a "vanto della carne". Basta ripensare alla parola del fariseo al tempio: «Digiuno due volte la settimana» (Luca 18,12).
Se Gesù parlasse a noi discepoli di oggi, su che cosa insisterebbe di più, sul "sì" o sul "ma"? Noi siamo molto sensibili oggi alle ragioni del "ma" e della riserva critica. Avvertiamo come più importante la necessità di «spezzare il pane con l’affamato e vestire l’ignudo»; abbiamo giustamente vergogna di chiamare, il nostro, un "digiuno", quando quello che sarebbe per noi il colmo dell’austerità – mangiare pane e acqua – per milioni di persone sarebbe già un lusso straordinario, soprattutto se si tratta di pane fresco e acqua pulita.
Quello che dobbiamo riscoprire sono invece le ragioni del "sì". La domanda del Vangelo potrebbe risuonare, ai nostri giorni, in altra forma: «Perché i discepoli di Budda e di Maometto digiunano e i tuoi discepoli non digiunano?» (È risaputo con quanta serietà i musulmani osservano il loro Ramadan).
Viviamo in una cultura dominata dal materialismo e da un consumismo a oltranza. Il digiuno ci aiuta a non lasciarci ridurre a puri "consumatori"; ci aiuta ad acquistare il prezioso "frutto dello Spirito" che è "il dominio di sé", ci predispone all’incontro con Dio che è spirito, e allo stesso tempo ci rende più attenti alle necessità dei poveri.Non dobbiamo però dimenticare che esistono forme alternative al digiuno e all’astinenza dai cibi. Possiamo praticare un digiuno dal fumo, dagli alcolici e superalcolici (oltre che all’anima questo fa bene anche al corpo), un digiuno dalle immagini violente e sensuali che televisione, spettacoli, riviste e internet quotidianamente ci riversano addosso. Anche questa specie di "demoni" moderni non si vincono che «con il digiuno e la preghiera».
Da una riflessione di Padre R. Cantalamessa

 

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 09:17 | link | commenti
categorie: religione, meditazioni, spiritualità, vangelo, cattolicesimo
mercoledì, 27 luglio 2005

Il Vangelo dei oggi

Mt 13, 44-46
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

 

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 09:06 | link | commenti (3)
categorie: religione, meditazioni, spiritualità, vangelo, cattolicesimo
martedì, 26 luglio 2005

Messaggio da Medjugorje del 25 luglio 2005

"Cari figli, anche oggi vi invito a riempire la vostra giornata con brevi e ardenti preghiere. Quando pregate il vostro cuore è aperto e Dio vi ama con amore particolare e vi dona grazie particolari. Perciò utilizzate questo tempo di grazia e dedicatelo a Dio come mai prima d’ora. Fate novene di digiuno e di rinunce affinchè satana sia lontano da voi e la grazia sia intorno a voi. Io vi sono vicina e intercedo presso Dio per ognuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 08:00 | link | commenti (3)
categorie: messaggio da medjugorie
lunedì, 25 luglio 2005

PIO XII: Il Papa che non tacque.
Un attestato di onore e santità per Papa Pio XII, arriva in questi giorni con la pubblicazione di un libro da titolo "The Myth of Hitler’s Pope" in America a firma di un rabino che di nome fa David Dalin. Ne parla Andrea Tornielli su "Il Giornale" dove riporta alcuni brani del libro che ci informa essere molto ben documentato ed approfondito.
Finalmente anche da ambienti per niente vicini al cattolicesimo, quindi assolutamente non di parte, arriva una difesa dell'operato di Pio XII durante la buia pagina dell'Olocausto. Nonostante le aggressioni anche di questi ultimi tempi rivolte a questo Papa, che Giovanni Paolo II ha voluto elevare alla dignità di Santo, da ambienti e media cosiddetti progressisti. Sapendo bene che le accuse al Santo Pio XII continueranno, spero che presto venga il libro venga pubblicato in italiano.
Leggi qui l'articolo di Andrea Tornielli.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 11:48 | link | commenti (2)
categorie: chiesa, papa, informazione, cattolicesimo
sabato, 23 luglio 2005

Cercando tra i messaggi di Medjugorje
 
"Cari figli, oggi vi invito in modo particolare alla lotta contro satana per mezzo della preghiera. Cari figli, rivestitevi dell'armatura contro satana e sconfiggetelo con il rosario in mano".
 
 
 
 
Ho bisogno di questa Madre.
Ho bisogno della Madre
che è più forte del mio nemico,
che è più forte del dragone.
Sì, il tuo nemico esiste davvero:
ma qui c’è tua Madre.
 
 
Sarai vincitore con Lei,
e Lei sarà vittoriosa con te.
venerdì, 22 luglio 2005

Dopo qualche giorno ho sistemato di nuovo il PC e sono anche riuscito a trovare qualche minuto tra il lavoro che di questi tempi estivi si fa molto intenso e posso quindi riuscire a scrivere qualche pensiero.

Pensieri in Guerra, si perchè è proprio ciò che viamo in questo momento. La Guerra. Mai dichiarata da nessumo ma che ormai divampa. E divampa nel mondo intero. In Italia ormai tutti ci chiediamo quando si faranno saltare in aria a Roma o a Milano o chissà dove.

Intanto noi Aragonesi piccoli provinciali continuiamo la nostra battaglia nella nostra piccola guerra contro la costruzione di mega discariche e inceneritori nel nostro piccolo sano ambiente.

Mercoledì abbiamo avuto il privilegio di avere Alex Zanotelli, missionario comboniano, in pratica un santo che cammina, che ci ha fatto sentire piccolo piccoli per le esperienze vissute nella megamegadiscarica di Nairobi dove lui ha vissuto per dodici anni.

Considerazione molto bella il diavolo brucia Dio ricicla.

Dopo la sua chiamiamola conferenza tenuta insieme ad Ernesto Burgio che ha ormai sposato la causa aragonese siamo andati con lui ha celebrare una messa, animata dai ragazzi del campo di lavoro di Licata. Che magnifica esperienza. Credo che sia stata una delle poche celebrazioni eucaristiche patecipata veramente da tutti i presenti.

Mi sono reso conto di quanto infinitesimamente piccola sia la mia fede.

Mi auguro e prego di arrivare solo ad un millesimo della sua fede.

Pater, Ave e Gloria.

Che la pace presto sia con tutti noi.

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 19:29 | link | commenti (1)
categorie: chiesa, religione, informazione, spiritualità, cattolicesimo, discarica, inceneritore
martedì, 19 luglio 2005

TRISTE RICORRENZA DI UNA DRAMMATICA MORTE INUTILE

Grazie ha Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta barbaramente trucidati dalla vigliaccheria mafiosa 13 anni fà.

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 12:32 | link | commenti (1)
categorie: informazione
giovedì, 14 luglio 2005

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 16:52 | link | commenti (3)
categorie: informazione, rifiuti, discarica, inceneritore

Emergenza Rifiuti

Mi pare una buona notizia quella che segue e che ho tratto dal quotidiano "LA SICILIA", però non riesco ad esultare. Le nostre civili proteste sembrano aver portato i politici ed il Commissario Regionale per l'emergenza rifiuti, nonchè Governatore della Sicilia Totò Cuffaro a fare un passo indietro. Sospensione del piano e rinvio della discussione a fine settembre. Sono siciliano quindi dubito. Buona fede o malizia politica. Staremo a vedere se il bene dei cittadini siciliani è per loro interesse primario o hanno più interesse per "l'oro".

Rifiuti, dietrofront Cuffaro

PALERMO - Sarà ritirata la mozione contro il piano regionale dei rifiuti presentata dall'opposizione all'Assemblea regionale siciliana. In aula il presidente della Regione Salvatore Cuffaro si è detto disponibile a un confronto per migliorare il piano che riguarda, fra l'altro, i termovalorizzatori e la raccolta differenziata. E l'ordine del giorno approvato oggi in aula dall'Ars alla fine ha previsto che siano sospese "le attività conseguenziali al piano di gestione dei rifiuti fino al 30 settembre prossimo".

«Entro questa data - prosegue l'odg - la competente commissione parlamentare integrata dal presidente della Regione, commissario straordinario per l' emergenza rifiuti, o da un suo delegato, avvalendosi di tecnici di settore, approfondirà i temi sollevati nel corso del dibattito parlamentare». Richiesta anche «la definizione dei tempi e delle modalità certe per incrementare il metodo della raccolta differenziata dei rifiuti». «Spero che oggi i siciliani - ha detto il presidente della Regione Salvatore Cuffaro - comincino infatti a far crescere l'abitudine alla raccolta differenziata dell'immondizia».

«Quella che abbiamo reso oggi in aula - ha aggiunto Cuffaro - è stata una doverosa e convinta disponibilità verso tutte le forze parlamentari, tesa ad assicurare un breve e ulteriore periodo di riflessione sulle diverse possibili dislocazioni di impianti e di strutture che dovranno comunque essere realizzate». «La maggioranza - ha sottolineato il presidente - aveva in aula i numeri per rigettare la mozione, eppure, ha preferito scegliere un percorso diverso, utile a garantire i termini di un approfondimento sereno e scevro da strumentalizzazioni ideologiche o elettoralistiche».

Le opposizioni hanno ritirato la mozione anche dopo la presa d'atto «della disponibilità del governo a riconsiderare le scelte inerenti il numero e i siti prescelti per l'intero ciclo di smaltimento e la quantità e la qualità del prodotto da avviare alla termovalorizzazione». Nell'ordine del giorno si ricordano anche «i rilievi sollevati da alcune delle comunità locali interessate al piano, nel rispetto del principio di sussidarietà».

Soddisfazione da maggioranza e opposizione sulla decisione. «Rifondazione Comunista valuta positivamente la conclusione del dibattito sulla mozione contro il piano regionale dei rifiuti - afferma Santo Liotta, deputato regionale di Rifondazione Comunista -. L'azione congiunta della mobilitazione popolare, della recente sospensiva concessa dal Tar Catania sugli impianti di Paternò ed Augusta e del dibattito parlamentare ha imposto al governo di fare un passo indietro». Per il presidente del gruppo parlamentare di An, Santi Formica, «è un esito che soddisfa tutte le richieste avanzate da Alleanza nazionale per un approfondimento del piano rifiuti del governo e per un potenziamento della raccolta differenziata». «La soluzione trovata dimostra - aggiunge - che, con un confronto privo di pregiudizi, di chiusure e di strumentalizzazioni, è possibile trovare le strade migliori per la salvaguardia del territorio».

«Ridiscutiamo il Piano dei Rifiuti tenendo in considerazione e i dati scientifici e il parere dei cittadini - dice il capogruppo di Sicilia 2010, Giovanni Ferro -. Prendendo, comunque, atto della marcia indietro del governo sui termovalorizzatori, non possiamo che ribadire come un Piano di Rifiuti degno di questo nome non possa prescindere da una seria concertazione con i cittadini che debbono essere chiamati in causa anche preventivamente e non può affrancarsi da un altrettanto serio studio, dalle certezze scientifiche sui rischi cui si va incontro». «Con l'approvazione dell'ordine del giorno che sospende per due mesi il piano dei rifiuti, governo e maggioranza hanno compiuto una scelta responsabile - afferma il capogruppo del Movimento per l'Autonomia all'Ars Lino Leanza - all'insegna di una mediazione politica rivolta solo all'interesse della collettività».

Il primo firmatario della mozione Angelo Capodicasa (Ds) ha apprezzato la richiesta di Cuffaro.
«La protesa dei cittadini e il dibattito parlamentare sulla mozione presentata dal centrosinistra hanno fatto capire alla maggioranza che, su una materia delicata come lo smaltimento dei rifiuti, è necessario un approfondimento tecnico-scientifico per valutare nel modo più completo i possibili rischi per la salute e per l'ambiente. Ci auguriamo solo che alla base di tutto vi sia la buona fede e non si sia invece cercato un espediente per rinviare di qualche settimana scelte già compiute».

«Apprezziamo il ragionevole dietro-front di Cuffaro sul Piano rifiuti», ha osservato Salvo Raiti di Italia dei Valori. «L'iniziativa politica di tutta l'Unione per chiedere la revoca del Piano dei Rifiuti - aggiunge - era oggettivamente fondata e che, dopo anche le pronunce del Tar, oggi giunge l'auspicato ripensamento del Governo Cuffaro, del quale prendiamo atto con soddisfazione». «Ci auguriamo che la posizione del Governo possa tramutarsi in una rivisitazione del Piano - afferma Raiti - che tenga conto delle nuove tecnologie in materia di riciclo, del decreto Ronchi e di una razionale localizzazione dei siti tale da non danneggiare la salute dei siciliani e l'ambiente».


pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 07:24 | link | commenti (1)
categorie: informazione, rifiuti, discarica, inceneritore