TOTUS TUUS

Messaggio del 25 Aprile 2008

«Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell´amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell´amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»

Chi sono

Blogger: ggraceffa
Nome: giovanni graceffa
Un uomo felice, benedetto dal Signore, con una vita felice, allietata da una fantastica moglie e un meraviglioso figlio, nato il mio stesso giorno di trenta anni dopo, ed una stupenda figlia che il Cielo ci ha da poco donato per completare la nostra gioia.

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venerdì, 30 settembre 2005

IL QUINTO MISTERO DOLOROSO
 
CROCIFISSIONE E MORTE DI GESU'
Nel quinto mistero doloroso si contempla Gesù che, giunto al Calvario, fu spogliato e inchiodato alla croce, sulla quale morì per amore nostro alla presenza della sua afflitta madre Maria. Meditiamo la morte amara che fece il nostro Redentore. - Guardiamo di tanto in tanto un'immagine di Gesù crocifisso dicendogli: Ti amo, Gesù mio, morto per me. Preghiamo Maria addolorata che ci ottenga la grazia di ricordarci spesso dell'amore che ci ha portato Gesù morendo per noi.
Di Sant'Alfonso de Liguori
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 17:24 | link | commenti (6)
categorie:
giovedì, 29 settembre 2005

la Vuitton Cup nel mare della Sicilia

Trapani adagiata sul mediterraneo con sullo sfondo le Egadi

La Sicilia palcoscenico internazionale

Parte la Vuitton Cap, uno degli eventi più importanti della vela mondiale e la Sicilia diventa palcoscenico internazionale. Tra le splendide isole Egadi in un mare favoloso, tra storie e miti millenari, tra i ricordi delle  mitiche battaglie navali tra le navi Cartaginesi e Romane, si sfideranno gli equipaggi e le imbarcazioni più importanti del mondo.

Sono veramente orgoglioso di essere siciliano.

A tutti gli equipaggi in bocca al lupo e che vinca il migliore.

All'organizzazione tantissimi auguri.

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 08:15 | link | commenti (3)
categorie: storie liete di sicilia
mercoledì, 28 settembre 2005

Ti rialzerò, ti sollevero su ali d'aquila ti porterò.

Come brezza marina fresca e delicata.

Come brina sui petali di rosa,

che dolcemente disseta e profumo sprigiona.

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 19:21 | link | commenti (1)
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Dal Libro del Siracide

Cap. 1 19-29

La collera ingiusta non si potrà giustificare, poichè il traboccare della sua passione sarà la sua rovina.

Il paziente sopporterà per qualche tempo; alla fine sgorgherà la sua gioia; per qualche tempo terrà nascoste le parole e le labbra di molti celebreranno la sua intelligenza.

Fra i tesori della sapienza sono le massime istruttive, ma per il peccatore la pietà è un abominio.

Se desideri la sapienza, osserva i comandamenti; allora il Signore te la concederà.

Il timore del Signore è sapienza e istruzione, si compiace della fiducia e della mansuetudine.

Non essere disobediente al timore del Signore e non avvicinarti ad esso con doppiezza di cuore.

Non essere finto davanti agli uomini e controlla le tue parole.

Non esaltarti per non cadere e per non attirarti il disonore; il Signore svelerà i tuoi segreti e ti umilierà davanti all'assemblea, perchè non hai ricercato il timore del Signore e il tuo cuore è pieno d'inganno.

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 15:26 | link | commenti
categorie: religione, spiritualità, cattolicesimo, sacre scritture, il siracide
martedì, 27 settembre 2005

DUE MINUTI PER LA VITA
"[...] è urgente una grande preghiera per la vita, che attraversi il mondo intero.
 
Con iniziative straordinarie e nella preghiera abituale, da ogni comunità cristiana,
da ogni gruppo o associazione, da ogni famiglia e dal cuore di ogni credente,
si elevi una supplica appassionata a Dio, Creatore e amante della vita."
 
(Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, n. 100)
 
+
 
Cari amici,
due minuti al giorno è il tempo che vi è richiesto per prendere parte ad una grande iniziativa di preghiera per la vita che inizierà il 7 ottobre p.v., in occasione della festa della Beata Vergine del Rosario.
 
Nella preghiera saranno ricordate le donne che hanno abortito, quelle che stanno decidendo e sono ancora in tempo per tornare indietro ed i loro rispettivi bambini.
 
Le preghiere (v. sotto) da recitarsi ogni giorno, secondo queste intenzioni, sono:
- Salve Regina
- Preghiera finale dell'enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II
- Angelo di Dio
- Eterno riposo
 
Il tempo richiesto è davvero minimo e nessuno può dire di non riuscire a trovarlo nella sua giornata.
 
Il progetto mira a raccogliere l'adesione di 150.000 persone che ogni giorno recitino queste preghiere. La cifra di 150.000 non è scelta a caso ma corrisponde all'incirca con il numero di aborti accertati che ogni anno avvengono in Italia.
 
Per raggiungere tale obiettivo abbiamo bisogno del tuo aiuto e della tua generosità nel coinvolgere quante più persone possibili, tutte quelle a cui sta a cuore la difesa della vita. Aderisci e fai girare questo messaggio presso tutti i tuoi contatti!!
 
Ma servirà davvero per difendere la vita?
Noi siamo sicuri di sì e lo confermano le parole di Giovanni Paolo II (Evangelium Vitae, n.100): "È certamente enorme la sproporzione che esiste tra i mezzi, numerosi e potenti, di cui sono dotate le forze operanti a sostegno della «cultura della morte» e quelli di cui dispongono i promotori di una «cultura della vita e dell'amore». Ma noi sappiamo di poter confidare sull'aiuto di Dio, al quale nulla è impossibile (cf. Mt 19, 26)."
 
E' possibile richiedere ulteriori informazioni e comunicare la propria adesione (che deve avvenire indicando nome, cognome, località e -per chi volesse- recapito telefonico o indirizzo email per ricevere aggiornamenti sull'iniziativa):
- scrivendo all'indirizzo preghieraperlavita@gmail.com
- telefonando o mandando un sms al numero 333.83.51.286
 
I dati personali forniti sono tutelati dalle legge sulla privacy e non saranno comunicati a terzi nè utilizzati per fini commerciali; il loro utilizzo è puramente funzionale all'iniziativa di preghiera.
 
Maria, Regina della vita, prega per noi!!
 
***
 
Salve, Regina, madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, esuli figli di Eva;
a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
 
***
 
O Maria,
aurora del mondo nuovo,
Madre dei viventi,
affidiamo a Te la causa della vita:
guarda, o Madre, al numero sconfinato
di bimbi cui viene impedito di nascere,
di poveri cui è reso difficile vivere,
di uomini e donne vittime di disumana violenza,
di anziani e malati uccisi dall'indifferenza
o da una presunta pietà.
Fà che quanti credono nel tuo Figlio
sappiano annunciare con franchezza e amore
agli uomini del nostro tempo
il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di accoglierlo
come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con gratitudine
in tutta la loro esistenza
e il coraggio di testimoniarlo
con tenacia operosa, per costruire,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà,
la civiltà della verità e dell'amore
a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.
 
Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Evangelium Vitae sul valore e l'inviolabilità della vita umana, n.105
 
***
 
Angeli di Dio, che siete i loro custodi, illiminateli, custoditeli,
reggete e governate loro che vi furono affidati dalla piete celeste.
Amen
 
***
 
L'eterno riposo dona loro, o Signore,
e splenda ad essi la luce perpetua.
Riposino in pace.
Amen
lunedì, 26 settembre 2005

Maria Regina della Pace

Messaggio del 25 settembre 2005

"Cari figli, anche se siete lontani dal mio cuore vi chiamo nell’ amore: convertitevi. Non dimenticate: Io sono vostra madre e sento dolore per ognuno di voi che è lontano dal mio cuore, ma Io non vi abbandono. Credo che potete lasciare la via del peccato e decidervi per la santità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
 


pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 09:55 | link | commenti
categorie: chiesa, religione, preghiera, spiritualità, cattolicesimo, messaggio da medjugorie
venerdì, 23 settembre 2005

Mi rifaccio alle presunte dichiarazioni di tal mario tozzi, conduttore televisivo su Rai3 e membro del CNR, che oltre ad ingiuriare in maniera vergognosa il Cardinal  esternava che secondo lui il miglior periodo storico era quello della guerra civile di Spagna, quando «i bacarozzi neri (i sacerdoti) venivano inseguiti nelle Chiese e crocifissi sulle croci al posto di Gesù Cristo, cosa che aveva prodotto in Spagna un periodo di benessere sociale». A seguire una brevissima biografia relativo a questo periodo di benessere sociale, con un ringraziamento a Rino Cammilleri e a Il Giornale:
Sofía Ximénez Ximénez
Beata Sofìa Ximènez Ximènez
La sua foto mostra una casalinga un po’ in carne ma dal viso simpatico e sorridente (cosa rara nelle foto d’epoca, giacché il gusto artistico imponeva pose ed espressioni seriose, come nei quadri). Era nata a Valencia nel 1876 ed era stata tutta casa e parrocchia fino al 1905, anno in cui impalmò il vedovo Carlos del Río Díez, già padre di tre figli. Religiosissimo anche lui, si sposarono nella chiesa di Nuestra Señora de los Desamparados (la Madonna degli Abbandonati, patrona di Valencia) ed ebbero altri quattro figli. Donna Sofía, sebbene dovesse badare a otto persone, trovava il tempo di fare l’attivista dell’Azione Cattolica, il catechismo in parrocchia, dare una mano nelle opere di carità. Nel 1927 rimase vedova e aumentò le ore dedicate alla beneficenza. Ma nel 1936 scoppiò la guerra civile e lei aveva tre parenti suore: sua sorella, una cugina e la sua figliastra. Il clero, perseguitato, si era disperso e donna Sofía non esitò a dare riparo nella sua casa alle tre suore, sebbene fosse una donna sola e con diversi ragazzi e ragazzini a cui pensare. Non durò molto, perché i miliziani seppero subito dove andare a cercare. Arrestarono lei, la sorella e la figliastra. Non riconobbero come suora la cugina ma in compenso portarono via il giovane Luís, figlio di Sofía, scambiato per un prete travestito. Li condussero nella prigione “popolare” di Benicalap. Qui, dopo breve detenzione, ebbe luogo il processo a quei formidabili nemici del popolo. Scontata la condanna. La fucilazione fu eseguita in loco. Eh, la giustizia non è di questo mondo (ma, dell’altro, sì).
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 18:41 | link | commenti (13)
categorie: chiesa, religione, informazione, cattolicesimo, storie di santi

Tutto quello che i sostenitori della Ru486 non dicono alle donne
La Ru486 viene presentata come l’aborto facile. Troppo facile, sostiene chi nutre perplessità sul metodo: inghiotti una pillola, bevi un bicchier d’acqua, e dimentichi il senso del gesto, la soppressione di una vita (negli Usa la chiamano anche Kill Pill). Finalmente facile, esulta chi invece ne chiede l’introduzione in Italia: si elimina il dolore, il suo pesante carico simbolico punitivo, e si semplificano le procedure. Ma quanto c’è di vero, in questa sbandierata facilità? Cosa comporta, per le donne, l’uso della pillola abortiva? Le femministe, abituate a mantenere sulle manipolazioni del corpo, in particolare
della fertilità, un ampio margine di autonomia critica, se lo sono chiesto venti anni fa. Nel 1991 esce “RU486, Misconceptions, Myths and Morals”, delle studiose Renate Klein, Lynette Dumble e Janice Raymond, e pubblicato dal Massachussetts Institute of Technology. Le accuse rivolte all’aborto farmacologico sono durissime, ma soprattutto le autrici si preoccupano di smontare alcuni miti pubblicitari. Per esempio, l’idea che si possa fare tutto in una confortevole situazione di privacy: niente più ospedali né ricoveri, ma la possibilità di restare tranquille a casa propria. Ma, da una parte, le visite necessarie (da tre a cinque) sono troppe perché la procedura si possa definire “confidential”, come accade ad esempio per i test di gravidanza a domicilio. Dall’altra, la paziente non può sapere quando il feto sarà espulso, se a casa, in ufficio o altrove, se nei primi giorni o più tardi. La decantata privatezza dell’operazione tende a trasformarsi in sensazione di abbandono e di solitudine, con tutte le paure che possono affiorare. Non a caso, nel manuale di raccomandazioni fornito dalla National Abortion  Federation al personale sanitario per un aborto sicuro, accanto alle controindicazioni mediche ci sono quelle logistiche: l’uso della Ru486 è sconsigliato a chi non abbia un telefono, un mezzo di trasporto, o viva a più di due ore di distanza da un Pronto soccorso. C’è il rischio di un’emorragia senza controllo, che può diventare fatale in una situazione di isolamento. Inoltre non sembra che l’aborto farmacologico sia fisicamente meno doloroso di quello chirurgico la Ru486 ha come effetti collaterali nausee, mal di testa, crampi addominali violenti, e va accompagnata da antidolorifici – né che sia più sicuro; soprattutto non se ne conoscono gli effetti sulla salute a lungo termine. Ma il dubbio più grave che serpeggia tra le femministe, e che indusse il sesto Congresso internazionale per la salute della donna (Filippine, 1990), a pronunciarsi contro la pillola abortiva (e contro alcuni sistemi contraccettivi considerati rischiosi come il Norplant e i cosiddetti vaccini anticoncezionali), è la possibilità di abusi nei confronti delle donne dei paesi terzi. La facilità dell’aborto chimico assume, fuori dal contesto occidentale, significati a dir poco ambigui. La sua sicurezza dipende dai controlli medici, dalla  vicinanza di una struttura che sappia fronteggiare un’emergenza, per esempio una trasfusione.
Non è il caso di gran parte dei paesi in cui infuriano le campagne per la riduzione della fertilità. L’intensa attività antinatalista degli organismi internazionali nel terzo mondo si basa su documenti e risoluzioni imperniati sull’autodeterminazione femminile; nella pratica, però, si rivela assai disinvolta.
I piani di controllo demografico sono gestiti spesso da governi autoritari, incuranti della concreta libertà delle donne, e pochissimo preoccupati della tutela della loro salute. Le campagne di sterilizzazioni e aborti forzati, come quella cinese (che, secondo le recenti e agghiaccianti testimonianze pubblicate da Time magazine, è ricominciata), sono solo la punta dell’iceberg di una interminabile serie di violenze, dalla sperimentazione di farmaci anticoncezionali a rischio, all’inserimento obbligato dello Iud alle donne che chiedono l’aborto, passando per la disinformazione consapevole e il ricatto. Se la sterilizzazione femminile è, nel mondo, il metodo anticoncezionale più usato (subita da 150 milioni di donne) lo si deve a una scelta precisa: chi decide le politiche demografiche non intende lasciare il controllo della fertilità nelle mani delle donne, e orienta la selezione dei metodi contraccettivi a questo scopo. L’uso, apparentemente semplice, della Ru486, si è già diffuso nei paesi terzi, con esiti immaginabili se persino il governo cinese è tornato sui suoi passi, restringendone l’adozione (era venduta liberamente in farmacia) alle strutture ospedaliere. A fronte di alcune associazioni femministe, come la Feminist Majority Foundation, che fin dall’inizio l’hanno sponsorizzata come “alternativa poco costosa e sicura per le nazioni povere”, molte altre hanno considerato rischiosa proprio la sua facilità. Il Center for American Progress, una fondazione culturale di sinistra, a pubblicato “Donne di colore e giustizia  riproduttiva”, in cui si accusano le femministe occidentali di aver privilegiato un’ottica soggettiva, sottovalutando l’impatto della sterilizzazione e di altre pratiche anticoncezionali, tra cui la Ru486. Nel documento si denuncia come, negli anni 70, “le maggiori organizzazioni femministe e pro-choice non si sono unite alle donne di colore nella richiesta di regole per la sterilizzazione, perché la loro esperienza era radicalmente diversa. Mentre le donne di colore subivano sterilizzazioni forzate, le donne bianche delle classi medie avevano difficoltà a ottenere
la sterilizzazione volontaria nelle strutture sanitarie. (…) 38 gruppi pro-choice (tra cui Naral, Ippf, Avsc) si sono opposti a una legislazione che imponesse regole per la sterilizzazione, perché ritenevano ostacolasse la libertà di scelta delle donne”. La Ru486 può essere somministrata senza fornire alle pazienti una chiara e completa informazione su quello che avverrà e sui rischi che si corrono, persino senza dir loro che si tratta di un aborto. Utilizzare metodi contraccettivi o abortivi che non riducano il livello di consapevolezza femminile è essenziale per le donne, ma nei paesi terzi spesso è letteralmente una questione vitale.
 
Eugenia Roccella, tratto da Il Foglio del 23 settembre ’05
 
 
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 15:57 | link | commenti (2)
categorie: informazione, impegno per la vita, contro laborto

Oggi la Chiesa ricorda la nascita al cielo di  San Pio da Petralcina o come tutti familiarmente lo conosciamo Padre Pio. Lo ricordo con il pensiero di Rino Cammilleri (di cui mi onoro di essere compaesano). Padre Pio ci ha insegnato e ci ha tracciato la strada per diventare santi senza mai muoversi dal suo convento, solamante nella sofferenza delle stimmate nel silenzioso ascolto e nella preghiera.

Beato Padre Pio da Pietrelcina Forse non è il più grande santo (pardon, beato) di tutti i tempi, ma il più popolare senz’altro.
Per esempio, mi trovavo, come ogni anno, al meeting di Rimini per presentare l’edizione pocket del mio libro Vita di padre Pio (Piemme).
Non era una novità, solo la dodicesima edizione.
Allo stesso orario, in un auditorium molto più vasto della Fiera riminese c’era un incontro con, nientepopodimeno, Susanna Tamaro.
Mi ero detto: da me non verrà nessuno, in fondo si tratta di un libro vecchio; e poi,
ubi maior minor cessat.
Invece, sorpresa: sala stracolma, posti in piedi tutti occupati, gente che premeva fuori e non riuscì ad entrare; il primate d’Olanda, un cardinale, immesso a forza e fatto sedere accanto al relatore, cioè a me (perché non c’era più posto neanche per uno spillo).
Fascino del sottoscritto? Macché. Padre Pio.
Quel vecchiaccio barbuto dagli occhi sempre furenti aveva spopolato ancora una volta.
E dire che il famoso Padre Pio’s day era già trascorso, i rotocalchi e i venditori di gadget avevano già chiuso baracca, la sbornia sembrava passata.
Niente, Padre Pio è come il miele per le mosche. Sempre. Naturalmente, in sala c’erano anche un paio dei soliti ex malati terminali guariti miracolosamente da Padre Pio.
Ma quanti sono, in tutto? Qualcuno si sarà preso la briga di contarli? Inutile, non si farebbe in tempo.
Bisognerebbe aggiornare continuamente l’elenco.
Qual è il segreto di Padre Pio?
I miracoli, nient’altro. Provate anche voi, a casa.
Soffrite di solitudine, nessuno vi considera, vi sentite frustrati? Diventate santi, mettetevi a fare miracoli e vedrete.
  (www.rinocammilleri.it)

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 08:36 | link | commenti (11)
categorie: storie di santi
giovedì, 22 settembre 2005

Dalle “Omelie” attribuite a Macario l’egiziano.
 
Dentro di noi agisce il male, suggerendoci inclinazioni perverse. Esso però non è in noi, tanto per fare un esempio, così come l’acqua si mescola con il vino. E’ in noi senza mescolarsi col bene. Noi siamo un campo in cui grano e zizzania crescono separatamente. Siamo una casa in cui c’è il ladro, ma c’è anche il padrone.
Siamo una sorgente che si trova in mezzo al fango, ma dalla quale sgorga acqua pura. Tuttavia, basta agitare il fango e la sorgente si intorbidisce. Così succede all’anima: se il male si sparge, forma tutt’uno con essa e la rende sordida. Col nostro consenso, il male e l’anima si uniscono, diventano complici.
Giunge però il momento in cui l’anima si libera per restare di nuovo sola. Si pente, piange, prega e si ricorda di Dio. Ciò non potrebbe farlo se fosse sempre immersa nel male.
E’ come in un matrimonio. Una donna si unisce ad un uomo e diventano una cosa sola. Ma un coniuge muore, l’altro resta in vita. C’è invece l’unione con lo Spirito Santo. Allora diventiamo con lui un solo spirito (1Cor 6,17). Veniamo interamente assorbiti dalla grazia.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 19:10 | link | commenti (2)
categorie: chiesa, religione, meditazioni, cattolicesimo, padri del deserto