TOTUS TUUS

Messaggio del 25 Aprile 2008

«Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell´amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell´amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»

Chi sono

Blogger: ggraceffa
Nome: giovanni graceffa
Un uomo felice, benedetto dal Signore, con una vita felice, allietata da una fantastica moglie e un meraviglioso figlio, nato il mio stesso giorno di trenta anni dopo, ed una stupenda figlia che il Cielo ci ha da poco donato per completare la nostra gioia.

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martedì, 31 gennaio 2006

La vendetta del vero cattolico è il perdono e la preghiera per la persona che ci offende.

Parole di San Giovanni Bosco che la Chiesa celebra oggi.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 16:36 | link | commenti (3)
categorie: chiesa, religione, spiritualità, cattolicesimo, storie di santi

Quello che segue è un articolo, precisamente l'art. 4, del DdL Norme sulla tutela della dignità della vita e disciplina della eutanasia, che la Rosa nel Pugno ha già presentato al Senato della Repubblica. DdL che mi auguro non trovi alcun consenso ma che da il senso di quanto poco importante sia la vita di un uomo per questi signori. E più di tutti mi lascia perplesso questo articolo, che riporto integralmente, così come pubblicato nel sito dell'Ass, L.Coscioni (area radicale) che se io non ho capito male prevede che, se io malato terminale non dichiaro mentre sono sono, tramite il cosidetto testamento biologico che io voglio continuare a vivere oltre ogni ragionevole speranza, pur essendo nella sofferenza o in una situazione vegetativa il medico che dovrebbe curarmi, dopo aver informato i miei parenti "decide" di terminarmi.

Spero di sbagliarmi. Non posso pensare che un medico al quale affido la mia vita si arrenda e mi termini.

Ma vogliamo proprio affidarci a questa gente?

Art. 4
(Disciplina dell'interruzione delle terapie di sostenimento vitale)

1. Ai sensi dell’articolo 1 si intendono per condizioni terminali l’incurabile stato patologico cagionato da lesioni e malattia e dal quale secondo cognizione medico-scientifica, consegue la inevitabilità della morte, il cui momento sarebbe soltanto ritardato ove si facesse ricorso a terapie di sostenimento vitale utilizzando tecniche meramente rianimative nonché apparecchiature meccaniche o artifici per sostenere, riattivare o sostituire una naturale funzione vitale.
2. L’accertamento delle condizioni terminali viene effettuato da un medico competente delle tecniche di rianimazione su concorde parere del primario anestesiologo. Il medico che ha effettuato l’accertamento ne comunica i risultati alle persone che sono legittimate a proporre opposizione, di cui al comma 3, e che sono agevolmente reperibili. Se non è accertata alcuna opposizione, e se il paziente non ha espresso personalmente e consapevolmente, nel testamento biologico di cui all’art. 3, il consenso alle terapie di sostenimento vitale di cui al comma 1, il medico dispone per iscritto l’interruzione delle terapie.
3. Sono legittimati a proporre opposizione i conviventi di età non inferiore ai sedici anni, nonché gli ascendenti e i discendenti in linea diretta e i parenti collaterali, entro il secondo grado, del paziente, che siano di età non inferiore di sedici anni.
4. L’accertamento delle condizioni terminali non dispensa il medico che l’abbia in cura del dovere di assistere il paziente. L’interruzione delle terapie non dispensa il medico dall’apprestare quelle cure che, senza incidere direttamente sull’esito naturale dell’infermità, siano intese ad alleviarne le sofferenze.

5. Per interruzione delle terapie deve intendersi anche il mancato inizio delle terapie stesse.

Questo è invece un brano del testo della Relazione accompagnatoria ad DdL

L’art. 4 disciplina l’interruzione o il non inizio delle terapie di sostenimento vitale, definendo innanzitutto le condizioni per le quali si possa definire un paziente in condizioni terminali, e cioè: «incurabile stato patologico cagionato da lesioni e malattia e dal quale secondo cognizione medico-scientifica, consegue la inevitabilità della morte, il cui momento sarebbe soltanto ritardato ove si facesse ricorso a terapie di sostenimento vitale utilizzando tecniche meramente rianimative nonché apparecchiature meccaniche o artifici per sostenere, riattivare o sostituire una naturale funzione vitale».
Se non è avanzata alcuna opposizione dalle persone conviventi, nonché dagli ascendenti e dai discendenti in linea diretta o dai parenti collaterali, se il paziente non ha consentito in precedenza col testamento biologico di cui all’art. 3 di avvalersi delle terapie di sostenimento vitale, se è accertata la sussistenza delle condizioni terminali da parte di un medico, con il parere obbligatoriamente concorde del primario anestesiologico, il medico dispone per iscritto l’interruzione delle terapie.

Se ho interpetrato male, qualcuno me lo spieghi meglio.

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 09:02 | link | commenti (6)
categorie: pensieri, informazione, eutanasia, cattolicesimo, impegno per la vita
mercoledì, 25 gennaio 2006

Ecco la prima ed attesa Enciclica del nostro amato Papa Benedetto XVI

"DEUS CARITAS EST"
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 14:32 | link | commenti (5)
categorie: chiesa, religione, papa, meditazioni, informazione, spiritualità, cattolicesimo

Gv. Cap. 8,12

Di nuovo Gesù parlò loro e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita»


Che la Luce del mondo guidi oggi la Chiesa di Dio a trovare la strada della unità tra tutti i cristiani.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 08:23 | link | commenti (6)
categorie: pensieri, chiesa, religione, papa, preghiera, cattolicesimo
martedì, 24 gennaio 2006

Il DNA motore per l'aldilà

Mi viene sempre più difficile immaginare come scienziato o intellettuale una persona che proferisce simili parole:

“Le persone che affrontano la morte con maggiore serenità sono spesso coloro che non sono sorretti da una fede nell’aldilà, ritengono che la vita e tutta l’esperienza si esauriscano in questo mondo. Queste persone considerano la vita una fase transitoria, un momento di un più grande progetto di continua rigenerazione. E il motore di questa rigenerazione è il Dna umano che, riproducendosi in ciascun uomo, propaga incessantemente la vita. Chi ha la consapevolezza di far parte di questo progetto ha anche la serenità di spirito davanti alla morte. Potremmo dire che la trasmissione del Dna alle generazioni successive potrebbe essere letta come la versione moderna dell’immortalità, in quanto il Dna è in effetti immortale. Inoltre, trasferendosi da un corpo all’altro, riassume anche il concetto di reincarnazione”.

Cosa ti puoi aspettare da uno che considera l'uomo un primate. E che dice di essere vegetariano perchè si ritiene simile alla scimma.

Io nel mio piccolo mi ritengo capace di Dio. Destinato all'eternità perchè Dio mi ha dato un'anima immortale tutta protesa alla sua ricerca. Il mio cervello è troppo piccolo non posso essere un intellettuale.

Ah, dimenticavo le parole riportate tra virgolette le ha dette il Prof. Umbreto Veronesi nel sempre più stupido programma di Fazio su RAI3, (guarda un pò) domenica sera al termine di una micidiale domenica di idiozie televisive, salvo la magnifica parentesi che ci ha regalato la testimonianza della serenissima Claudia Koll che ha parlato della grandezza Divina Misericordia.
venerdì, 20 gennaio 2006

Oggi attirano la mia attenzione le notizie e le dichiarazioni di quelli ai quali ci affidiamo per difendere la nostra salute. E mi colpisce le dichiarazione che riporta Avvenire rilascate dal Prof. Veronesi, quello per il quale l'uomo e la scimmia sono uguali, al radio24.

L'ex ministro Umberto Veronesi: «Se non fosse proibita la farei»

«L'eutanasia? Io non la farei perché è proibita dalla legge. Ma se fosse consentita, non avrei difficoltà, davanti a una persona in condizioni disperate. È un atto di pietà, di carità che non dovrebbe essere negato in certe circostanze». Lo ha detto Umberto Veronesi, ex ministro della Salute, in un'intervista a «Radio 24-Il Sole 24 Ore», commentando un sondaggio inglese. In Gran Bretagna sembra siano oltre 3mila i pazienti aiutati a morire in modo clandestino: «Per me non è una novità - dice Veronesi -. Il medico a volte prende l'iniziativa, accade anche in Italia: lo sappiamo ma non possiamo dire come, quando, e dove per non far correre rischi ai colleghi. Il medico sa che il paziente preferisce morire senza dolori, quando la morte è ormai inevitabile».

La cosa secondo me grave è che il Prof. sostiene di sapere chi pratica questi omicidi ma preferisce non rivelarlo.
E pensare che opera in una branca della medicina terribile dove i molti pazienti che gli muoino (per fortuna e grazie anche a lui sempre meno) muoiono in maniera dolorosa e con tante sofferenze e per molti la morte diventa inevitabile.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 14:42 | link | commenti (2)
categorie: informazione, eutanasia, cattolicesimo, impegno per la vita

Tristissima, tristissima anche per il fatto che si parla di morte, lezione contro la Vita del dott. Silvio Viale che più che un medico che cerca la difesa della vita sembra l'uomo nero con la falce in mano in cerca di povere anime sofferenti da consegnare al suo principale.

traggo questo articolo da il FOGLIO di Giuliano Ferrara del 19 gen 06.

Silvio Viale in cattedra al liceo
Si parla di eutanasia anche a Torino. Sull’argomento Silvio Viale, il ginecologo sperimentatore della Ru486, ha tenuto una lezione senza contraddittorio al liceo Einstein e ha proiettato un dvd svizzero. Presenti oltre 200 ragazzi. Viale è stato contestato dagli insegnanti, uno di loro ha parlato di “operazione squallida”. Al termine della proiezione Viale ha detto che “morire può essere un processo lungo e sofferente. I cattolici vogliono imporre la loro mentalità, ma è un diritto delle persone scegliere come morire”. Poi ha distribuito volantini agli studenti sulla Ru486 e ha citato alcune frasi di Umberto Veronesi. L’anziana donna protagonista del film accoglieva intanto con un “magique!” la miscela di barbiturici che il medico le aveva preparato. Viale ha chiesto “un momento di raccoglimento” per Eluana Englaro, in coma in seguito a un incidente dal 18 gennaio 1992. “Sono passati 14 anni, 5.116 giorni e oggi Eluana avrebbe 33 anni. Dico avrebbe, perché non è possibile considerare l’esistenza biologica ed anagrafica di Eluana come una vita vissuta”. Come nella lapide di Terri Schiavo, su cui il marito ha fatto incidere tre date: nascita (3 dicembre 1963), coma (25 febbraio del 1990) e giorno in cui se ne è andata, “in pace” (31 marzo del 2005), cieca, col cervello che pesava la metà di uno normale. Poi quella frase: “Ho mantenuto la mia promessa”. E una colomba con in bocca un ramo d’ulivo. “In pace”, si legge sulla lapide di Terri. “Affinché Eluana possa presto riposare finalmente in pace”, parole che Viale ha scandito nelle aule autogestite e conformiste di un triste liceo torinese.

A me piace pensare che la morte non è solo un processo lungo e doloroso, ma la nascita alla vita oltre il tempo e per l'eternità.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 12:00 | link | commenti (2)
categorie: informazione, eutanasia, cattolicesimo, impegno per la vita
giovedì, 19 gennaio 2006

Meditiamo con il Santo Rosario, oggi giovedì un mistero della Luce:

la Parola del Signore

 

In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?». Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».

(Mt 3,13-17)

Meditazione


Cristo nel Battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci con lui per poter con lui salire alla gloria.

Purificatevi totalmente e progredite in questa purezza. Dio di nessuna cosa tanto si rallegra, come della conversione e della salvezza dell'uomo. Per l'uomo, infatti, sono state pronunziate tutte le parole divine e per lui sono stati compiuti i misteri della rivelazione.

Tutto è stato fatto perché voi diveniate come altrettanti soli cioè forza vitale per gli altri uomini. Siate luci perfette dinanzi a quella luce immensa. Sarete inondati del suo splendore soprannaturale. Giungerà a voi, limpidissima e diretta, la luce della Trinità, della quale finora non avete ricevuto che un solo raggio, proveniente dal Dio unico, attraverso Cristo Gesù nostro Signore, al quale vadano gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amen.

[Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo (dal Disc. 39 per il Battesimo del Signore)]

Fonte: Maranatha.it

Quanto siamo importanti il Tutto si è fatto niente  per noi.
mercoledì, 18 gennaio 2006

Oggi i blog sono pieni della notiziona, che dice che l'Italia è cattolica ma a modo suo. Un'idagine infatti fotografa una Italia che a parole dice di essere cattolica ma che nei fatti lo nega. Mi chiedo perchè professarsi cattolico se poi non accetto niente o quasi niente di quello che è il credo cattolico.  
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 12:26 | link | commenti (5)
categorie: religione, informazione, cattolicesimo
lunedì, 16 gennaio 2006

L'inno di apertura alla vita:
Luca 1,38
«Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto»
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 18:56 | link | commenti
categorie: religione, preghiera, spiritualità, vangelo, impegno per la vita, sacre scritture