TOTUS TUUS

Messaggio del 25 Aprile 2008

«Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell´amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell´amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»

Chi sono

Blogger: ggraceffa
Nome: giovanni graceffa
Un uomo felice, benedetto dal Signore, con una vita felice, allietata da una fantastica moglie e un meraviglioso figlio, nato il mio stesso giorno di trenta anni dopo, ed una stupenda figlia che il Cielo ci ha da poco donato per completare la nostra gioia.

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martedì, 28 febbraio 2006

Tutto il magnifico discorso del Papa Benedetto XVI, tenuto ai convegnisti partecipanti al congresso sull'embrione umano nella fase del preimpianto:

Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
Illustri Signori e Signore!

A tutti rivolgo il mio saluto deferente e cordiale in occasione dell’Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita e del Congresso internazionale, appena iniziato, su "L'embrione umano nella fase del preimpianto". In modo speciale saluto il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, come anche Mons. Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, che ringrazio per le gentili parole con le quali ha messo in luce l'interesse particolare delle tematiche che vengono affrontate in questa circostanza.

In effetti, l'argomento di studio scelto per la vostra Assemblea, "L'embrione umano nella fase del preimpianto", cioè nei primissimi giorni che seguono il concepimento, é una questione estremamente importante oggi, sia per le evidenti ripercussioni sulla riflessione filosofico-antropologica ed etica, sia per le prospettive applicative nell'ambito delle scienze biomediche e giuridiche. Si tratta indubbiamente di un argomento affascinante, ma difficile e impegnativo, data la delicata natura del soggetto in esame e la complessità dei problemi epistemologici che riguardano il rapporto tra la rilevazione dei fatti a livello delle scienze sperimentali e la susseguente e necessaria riflessione sui valori a livello antropologico.

Come si può ben comprendere, né la Sacra Scrittura né la Tradizione cristiana più antica possono contenere trattazioni esplicite del vostro tema. Ciononostante, San Luca nel raccontare l'incontro della Madre di Gesù, che lo aveva concepito nel suo seno verginale solo da pochi giorni, con la madre di Giovanni Battista, già al sesto mese di gravidanza, testimonia la presenza attiva, sebbene nascosta, dei due bambini: "Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo" (Lc 1,41). Sant’Ambrogio commenta: Elisabetta "percepì l'arrivo di Maria, lui (Giovanni) l'arrivo del Signore; la donna l'arrivo della donna, il bambino l'arrivo del bambino" (Comm. in Luc., 2,19.22-26).

Tuttavia, anche in mancanza di espliciti insegnamenti sui primissimi giorni di vita del nascituro, è possibile trovare nella Sacra Scrittura preziose indicazioni che motivano sentimenti d'ammirazione e di riguardo nei confronti dell'uomo appena concepito, specialmente in chi, come voi, si propone di studiare il mistero della generazione umana. I libri sacri, infatti, intendono mostrare l'amore di Dio verso ciascun essere umano ancor prima del suo prender forma nel seno della madre. "Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu venissi alla luce, ti avevo consacrato" (Ger 1,5), dice Dio al profeta Geremia. E il Salmista riconosce con gratitudine: "Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo" (Sal 139,13-14). Sono parole, queste, che acquistano tutta la loro ricchezza di significato quando si pensa che Dio interviene direttamente nella creazione dell’anima di ogni nuovo essere umano.

L'amore di Dio non fa differenza fra il neoconcepito ancora nel grembo di sua madre, e il bambino, o il giovane, o l'uomo maturo o l'anziano. Non fa differenza perché in ognuno di essi vede l'impronta della propria immagine e somiglianza (Gn 1,26). Non fa differenza perché in tutti ravvisa riflesso il volto del suo Figlio Unigenito, in cui "ci ha scelti prima della creazione del mondo, ... predestinandoci a essere suoi figli adottivi ... secondo il beneplacito della sua volontà" (Ef 1,4-6).

Questo amore sconfinato e quasi incomprensibile di Dio per l'uomo rivela fino a che punto la persona umana sia degna di essere amata in se stessa, indipendentemente da qualsiasi altra considerazione - intelligenza, bellezza, salute, giovinezza, integrità e così via. In definitiva, la vita umana è sempre un bene, poiché "essa è nel mondo manifestazione di Dio, segno della sua presenza, orma della sua gloria" (cfr Evangelium vitae, 34). All'uomo, infatti, è donata un'altissima dignità, che ha le sue radici nell'intimo legame che lo unisce al suo Creatore: nell'uomo, in ogni uomo, in qualunque stadio o condizione della sua vita, risplende un riflesso della stessa realtà di Dio. Per questo il Magistero della Chiesa ha costantemente proclamato il carattere sacro e inviolabile di ogni vita umana, dal suo concepimento sino alla sua fine naturale (cfr Evangelium vitae, 57). Questo giudizio morale vale già agli inizi della vita di un embrione, prima ancora che si sia impiantato nel seno materno, che lo custodirà e nutrirà per nove mesi fino al momento della nascita: "La vita umana è sacra e inviolabile in ogni momento della sua esistenza, anche in quello iniziale che precede la nascita" (ibid. , n. 61).

So bene, cari studiosi, con quali sentimenti di meraviglia e di profondo rispetto per l'uomo voi portiate avanti il vostro impegnativo e fruttuoso lavoro di ricerca proprio sull'origine stessa della vita umana: un mistero il cui significato la scienza sarà in grado di illuminare sempre di più, anche se difficilmente riuscirà a decifrarlo del tutto. Infatti, appena la ragione riesce a superare un limite ritenuto invalicabile, altri limiti fino allora sconosciuti la sfidano. L'uomo rimarrà sempre un enigma profondo e impenetrabile.

Già nel secolo IV, S. Cirillo di Gerusalemme presentava ai catecumeni che si preparavano a ricevere il battesimo la seguente riflessione: "Chi è colui che ha predisposto le cavità dell'utero alla procreazione dei figli? Chi ha animato in esso il feto inanimato? Chi ci ha provvisto di nervi e di ossa circondandoci, poi, di pelle e di carne (cfr Gb 10,11) e, non appena il bambino è nato, fa uscire dal seno abbondanza di latte? In qual modo il bambino, crescendo, diventa adolescente, da adolescente si muta in giovane, successivamente in uomo e infine in vecchio, senza che nessuno riesca a cogliere il giorno preciso nel quale si verifichi il mutamento?" E concludeva: "Stai vedendo, o uomo, l'artefice; stai vedendo il sapiente Creatore" (Catechesi battesimale, 9, 15-16).

All'inizio del terzo millennio, rimangono ancora valide queste considerazioni che si rivolgono, non tanto al fenomeno fisico o fisiologico, quanto al suo significato antropologico e metafisico. Abbiamo enormemente migliorato le nostre conoscenze e identificato meglio i limiti della nostra ignoranza; ma per l'intelligenza umana sembra sia diventato troppo arduo rendersi conto che, guardando il creato, ci si incontra con l'impronta del Creatore. In realtà, chi ama la verità, come voi cari studiosi, dovrebbe percepire che la ricerca su temi così profondi ci pone nella condizione di vedere e anche quasi di toccare la mano di Dio. Al di là dei limiti del metodo sperimentale, al confine del regno che alcuni chiamano meta-analisi, là dove non basta più o non è possibile la sola percezione sensoriale né la verifica scientifica, inizia l'avventura della trascendenza, l’impegno del "procedere oltre".

Cari ricercatori e studiosi, vi auguro che riusciate sempre più non solo ad esaminare la realtà oggetto delle vostre fatiche, ma anche a contemplarla in modo tale che, insieme alle vostre scoperte, sorgano pure le domande che portano a scoprire nella bellezza delle creature il riflesso del Creatore. In questo contesto, mi è caro esprimere un apprezzamento ed un ringraziamento alla Pontificia Accademia per la Vita per il suo prezioso lavoro di "studio, formazione e informazione" di cui si avvantaggiano i Dicasteri della Santa Sede, le Chiese locali e gli studiosi attenti a quanto la Chiesa propone sul terreno della ricerca scientifica e intorno alla vita umana nel suo rapporto con l'etica e il diritto.

Per l'urgenza e l'importanza di questi problemi, ritengo provvidenziale l'istituzione da parte del mio venerato predecessore Giovanni Paolo II di questo Organismo. A tutti voi, pertanto, Presidenza, personale e membri della Pontificia Accademia per la Vita, desidero esprimere con sincera cordialità la mia vicinanza ed il mio sostegno. Con questi sentimenti, affidando il vostro lavoro alla protezione di Maria, imparto a Voi tutti l'Apostolica Benedizione.
lunedì, 27 febbraio 2006

Ogni volta che parla questo Papa sorprende per la grandezza del suo pensiero e lo sconfinato Amore verso il Creatore e la sua creatura. Ecco un brano del suo discorso tenuto oggi ai partecipanti al convegno "L'embrione umano nella fase del preimpianto"

"All'uomo - ha detto il Pontefice - è donata un'altissima dignità, che ha le sue radici nell'intimo legame che lo unisce al suo Creatore: nell'uomo, in ogni uomo, in qualunque stadio o condizione della sua vita, risplende un riflesso della stessa realtà di Dio''. ''Per questo il Magistero della Chiesa ha costantemente proclamato il carattere sacro e inviolabile di ogni vita umana, dal suo concepimento sino alla sua fine naturale'' ...
''l'Amore di Dio non fa differenza fra il neoconcepito ancora nel grembo di sua madre, e il bambino, o il giovane, o l'uomo maturo o l'anziano. Non fa differenza perché in ognuno di essi vede l'impronta della propria immagine e somiglianza''...
''Abbiamo enormemente migliorato le nostre conoscenze e identificato meglio i limiti della nostra ignoranza ma per l'intelligenza umana sembra sia diventato troppo arduo rendersi conto che, guardando il creato, ci si incontra con l'impronta del Creatore''.
 
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 18:01 | link | commenti
categorie: chiesa, religione, papa, informazione, cattolicesimo

Parole forti del Sommo Pontefice contro la violenza, ieri durante l'Angelus la bellissima preghiera Mariana.

Mi ricordano molto le parole che il nostro indimenticato Giovanni Paolo II scagliò come sassi dai piedi del Tempio della Concordia di Agrigento (la mia Terra) contro la mafia. Allora quelle parole, quel monito fecero breccia su qualcuno, speriamo che oggi le parole di Benedetto XVI trovino i cuori di tutti gli uomini pronti ad accoglierle ed ad iniziare una vera Quaresima di Pace.

"Dio, Creatore e Padre di tutti, chiederà conto ancor più severamente a chi sparge in suo nome il sangue del fratello. Che tutti, per intercessione della Vergine Santa, si ritrovino in Lui, che è la vera pace!"

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 07:46 | link | commenti
categorie: pensieri, chiesa, religione, papa, informazione, cattolicesimo
domenica, 26 febbraio 2006

Messaggio da Medjugorje del 25 febbario 2006 della Regina della Pace

"Cari figli, in questo tempo di grazia quaresimale vi invito ad aprire i vostri cuori ai doni che Dio desidera darvi. Non siate chiusi, ma con la preghiera e la rinuncia dite sì a Dio e Lui vi darà in abbondanza. Come in primavera la terra si apre al seme e porta frutto il centuplo, così il Padre vostro celeste vi darà in abbondanza. Io sono con voi e vi amo, figlioli, con amore tenero. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."


sabato, 25 febbraio 2006

Nella ricerca di validi pensieri e riflessioni per orientarmi tra le urla, spintonti, calci e pugna che la politica ci sta elargendo a pieni cazzotti giornalmente in questa tristissima campagna elettorale, ho trovato e letto con piacere le parole di Massimo Caprara, che io da perfetto ignorante in materia politica non conoscevo, ma che a suo dire era un esponente del PCI.  Le copio nel blog così ogni tanto posso rileggerle e riffletterci un pò sopra con serenità e pacatezza, tanto per capire su quale simbolo segnare la "croce" il 9 aprile domenica delle Palme in piena Quaresima.

Tempi num.8 del 16/02/2006

Io, segretario di Togliatti, non voto Unione

di Caprara Massimo

Ha ricordato con spirito di verità in questi giorni il cardinale Dionigi Tettamanzi che «la politica è la forma più alta di carità». Aderisco, da laico visitato dalla speranza, a questa verità poiché libera, sociale, non ripiegata su se stessa, rispettosa verso la totalità degli uomini, vissuta con passione e umiltà. Essa si ricollega all'ultima enciclica di papa Benedetto XVI Deus caritas est e tocca da vicino l'esperienza di quanti, come me, hanno lottato, schiavi dell'ideologia, per risollevarsene e rinascere. «Esserci per l'altro» è l'insegnamento di questo modo di fare politica che, personalmente, ho imparato a praticare ed oggi mi consente di individuare qualche consiglio per votare.
Faccio questa premessa, che non è di parte, ma si schiera da una parte, di motivazioni razionali contro il capitalismo selvaggio, per la libertà tollerante di ognuno e di tutti, per un protagonismo democratico, pluralista, non individualista, ma severo e umano, coraggioso, aperto al nuovo e all'amicizia tra i popoli e tra le varie religioni, le diverse concezioni spirituali. Non vedo rispettati questi princìpi nelle varie forme di relativismo oggi diffuse nella sinistra e nella sua inimicizia per le altre classi economiche, nell'odio per l'avversario politico e il competitore sociale che si vorrebbe incenerire. Certo vanno sanate le grandi ingiustizie e le immoralità manifeste scartando la violenza che produce vittime senza colpa. Penso che il voto sia una scelta di realtà e come tale vada vissuta nel presente critico degli assetti attuali, senza ipotizzare rifondazioni, impossibili e perniciosi passatismi di ogni genere.
Sono vissuto, inoltre, molti anni accanto ad un capo come Togliatti e ho frequentato tanti altri suoi simili da poter affermare che il loro peggior addebito è la mancanza di umanità. Il loro è un deserto della giustizia che non può avere confini labili e impropri con la politica. L'ex procuratore capo di Mani Pulite viene candidato alle prossime elezioni politiche, come a sancire una propria personale dipendenza ideologica e operativa, da autentica toga rossa in servizio anche se in pensione. A proposito, perché non ancora un'inchiesta parlamentare su quei dieci anni, dal 1992 al 2002, dell'operazione Mani Pulite con il suo corteo di indebite asprezze e violenze amare alla Di Pietro, di girotondi e proclami su "resistere, resistere, resistere" di un ermellino eccellente? È stato ed è il nocciolo duro di un discrimine fra giustizia e agitazione di piazza, di un movimento che sembrò rivoluzione e fu reazione anti-istituzionale, che anticipa pene senza giudizio e trasforma semplici imputati in "criminali matricolati". Ben venga una giustizia combattiva ed equilibrata, inflessibile e austera. Ma come dimenticare, al momento del voto, l'inefficienza di un potere, quello giudiziario, che per qualità di alcuni uomini riuniti in casta e per lentezza delle strutture è una delle maggiori piaghe dell'Europa contemporanea?


SONO SEMPRE UN RIVOLUZIONARIO
Mi rendo conto di pretendere che un voto elettorale sia soltanto un toccasana. La legislatura trascorsa è stata una delle più fiammeggianti e traumatiche per vastità dei temi e dei ritocchi da portare (come in effetti sono stati portati) all'impianto di una Costituzione che è stata più frutto di compromessi tra sospetti reciproci tra le maggiori forze politiche che di un sereno costruire su un progetto veramente moderno. Appartengo alla Prima Repubblica e l'ho osservata da vicino e dal di dentro, non la idealizzo né la sublimo. Qualche volta ne rimpiango la superiore onestà libera da soggezioni estremiste di alcuni uomini eminenti. Respingo il trasformismo degli ex boiardi di Stato e delle cooperative che non sono più tali ma sfruttano le agevolazioni fiscali e strutturali per scalare il potere economico: come l'Unipol ha tentato di fare con la Banca Nazionale del Lavoro.
Di oggi non mi spaventano le molte contrapposizioni e l'elevato vociare spesso non di qualità, anzi apertamente scadente. Constato positivamente la fattività e operosità di qualche personaggio di primo piano assieme all'interesse pieno di riguardo alle politiche per la difesa della famiglia e della vita, per esempio contro l'aborto perché il feto è «speranza d'uomo dotato d'anima». Credo che queste ultime debbano diventare cultura ed etica diffuse, vitali e creative, alternative ai messaggi nichilistici del globalismo del nostro presente. Ho voluto sempre esser rivoluzionario e conto di esserlo anche con il voto del 9 aprile 2006.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 07:53 | link | commenti (5)
categorie: pensieri, informazione
venerdì, 24 febbraio 2006

Per l'Occidente
Come cittadino di questa Europa, che sulla carta ha perduto le sue origini cristiane, ho aderito all'appello che in molti in queste ore stanno sottoscrivendo per cercare di correggere la deriva culturale e morale di questa povera Europa.

"Le nostre tradizioni sono messe in discussione. Il laicismo o il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia. Si sviliscono così i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia. Si predica l'uguale valore di tutte le culture. Si lascia senza guida e senza regola l'integrazione degli immigrati.
Come ha detto Benedetto XVI, oggi "l'Occidente non ama più se stesso". Per superare questa crisi abbiamo bisogno di più impegno e di più coraggio sui temi della nostra civiltà."
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 18:44 | link | commenti
categorie: pensieri, religione, informazione

La Croce del Giovani in Festa, sta arrivando ad Aragona, fra un paio d'ore la accoglieremo solennemente con una processione ed una veglia di preghiera. E' il simbolo della nostra fede che in pellegrinaggio per i paesi della Diocesi di Agrigento, quest'anno si ferma ad Aragona per accompagnarci e vivere il grande momento del Giovani in Festa 2006. L'Arcivescovo ci ha dato questo grande privilegio e speriamo di esserne degni e degni testimoni di Cristo.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 16:29 | link | commenti
categorie: chiesa, preghiera, cattolicesimo
giovedì, 23 febbraio 2006

In Italia molti medici di cui uno importantissimo il Prof. Umberto Veronesi discutono su come dare la "dolce morte" o eutanasia che dir si voglia a quei pazienti che ormai, secondo loro i pazienti intendo hanno perduto tutte le speranze ad avere una vita che sia degna di essere vissuta.

In America due medici si oppongono ad iniettare un potente anestetico ad un condannato a morte al fine di dargli una "dolce morte" perchè il loro scopo è quello di migliorare la vita e non rendere più dolce la morte, salvandolo così almeno per ora dall'iniezione letale.

Non hanno fatto entrambi lo stesso giuramento d'Ippocrate al quale gli americani si sono richiamati?
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 07:52 | link | commenti (5)
categorie: informazione, eutanasia, impegno per la vita
mercoledì, 22 febbraio 2006

Oggi ricorre l'anniversario dell'immaggine di Gesù Misericordioso


Che Santa Faustina Kowalska ricevette direttamente da Gesù. E legate alla venerazione di questa immagine Gesù fece delle promesse:
1) l'anima che venererà questa immagine non perirà;
2) la vittoria anche su questa terra ... sui nemici;
3) "Io stesso la difenderò come Mia propria gloria" nell'ora della morte.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 11:06 | link | commenti
categorie:
martedì, 21 febbraio 2006



Luca Coscioni è morto ieri.
Simbolo di una lotta, che conduceva con la sua malattia, per una ricerca portata all'estremo. Un uomo coraggioso di cui non condividevo affatto le tesi.
Che possa riposare in pace, tra le braccia del suo Creatore.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 16:54 | link | commenti (10)
categorie: pensieri, informazione