Messaggio del 25 Aprile 2008
«Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell´amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell´amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»
"Cari figli, in questo tempo non pensate solo al riposo del vostro corpo ma, figlioli, cercate tempo anche per l’anima.
Che nel silenzio lo Spirito Santo vi parli e permetteteGli di convertirvi e cambiarvi.
Io sono con voi e davanti a Dio intercedo per ognuno di voi.
La resa dei conti.
(neppure tanto velata)
Il comando della guardia di finanza di Milano decapitato nella sua totalità, chi ci difende dai possibili attacchi terroristici poliziotti che mettono a rischi la propria vita per la nostra gettati in galera ed umiliati. Ora tocca alle comunità terapeutiche che cercano di salvare quanti più ragazzi dalla droga tanto cara (così sembra viste le decisioni di qualche ministro) a questo governo. Ecco integrale il question time sulla vicenda. Per verificare andate sul sito di www.camera.it
PRESIDENTE . L'onorevole Cancrini ha facoltà di
LUIGI CANCRINI . (Partito dei comunisti italiani)Vorrei segnalare al ministro una discrepanza forte esistente, nell'ambito delle comunità terapeutiche che si occupano di tossicodipendenti, fra le comunità terapeutiche iscritte nell'albo
istituito presso il Ministero della giustizia e quelle che invece sono riconosciute dalle regioni e dal Servizio sanitario nazionale. Esistono infatti nell'albo del Ministero della giustizia una serie di comunità terapeutiche che non hanno soprattutto i requisiti di personale, ma anche di strutture, richiesti dal Servizio sanitario nazionale per assicurare il valore terapeutico delle prestazioni che in esse vengono erogate.
Allora chiedo al ministro se non sia opportuno decidere con un decreto che per accedere all'albo istituito presso il Ministero della giustizia, e in attesa che ci sia una riforma organica di tutto questo settore, è necessario avere i requisiti richiesti dal Servizio sanitario nazionale.
PRESIDENTE . Il ministro della giustizia, Clemente Mastella, ha facoltà di
CLEMENTE MASTELLA , Ministro della giustizia. L'onorevole Cancrini sostiene che la comunità terapeutica di San Patrignano di Ospedaletto di Coriano e la Comunità Incontro di Santa Marinella non avrebbero i requisiti necessari per l'iscrizione nell'albo delle comunità terapeutiche presso il Ministero della giustizia.
Al riguardo, ho rivolto prontamente una richiesta di informazione al dipartimento dell'amministrazione penitenziaria...
CARLO CICCIOLI . Cosa c'entra l'amministrazione penitenziaria?
PRESIDENTE . Onorevole Ciccioli, non dovrebbe interrompere.
CLEMENTE MASTELLA , Ministro della giustizia. Il dipartimento mi ha comunicato che le predette comunità risultano effettivamente iscritte all'albo di questo Ministero e riportate nel decreto ministeriale 7 giugno 2000, rispettivamente al numero 15 e al numero 86.
È vero però che conditio sine qua non per l'iscrizione all'albo in questione è l'accreditamento presso la competente ASL territoriale. Pertanto, posso rassicurare l'onorevole Cancrini che il dipartimento effettuerà, a seguito della mia richiesta, una necessaria verifica circa...
CARLO CICCIOLI . Sono accreditati! Questa è un'azione di killeraggio! È una vergogna!
PRESIDENTE . Onorevole Ciccioli, non dovrebbe interrompere il ministro!
CLEMENTE MASTELLA , Ministro della giustizia. A parte il fatto (Commenti del deputato Ciccioli)...
PRESIDENTE . Onorevole Ciccioli, per cortesia (Commenti del deputato Ciccioli)!
Onorevole Ciccioli, non si può interrompere! Ministro Mastella, prosegua.
CLEMENTE MASTELLA , Ministro della giustizia. Mi scusi, Presidente. Io sono stato al suo posto per tanti anni. La correttezza sul piano della dialettica tra Governo e Parlamento stabilisce un rapporto di parità tra Governo e Parlamento. In questo caso, lei non la consente.
Peraltro, il deputato che ha interrotto non c'entra nulla perché l'interrogante è l'onorevole Cancrini. Sul piano del regolamento, quindi, non può intervenire (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari-Udeur)!
ELIO VITO . Non è lei che presiede, ministro Mastella!
PRESIDENTE . Ministro, per cortesia, le chiedo di tornare all'argomento in oggetto.
CLEMENTE MASTELLA , Ministro della giustizia. Peraltro avevo già detto in premessa che riferivo quanto mi era stato detto da parte del dipartimento, perché non sono io a censire eventualmente le modalità per essere accreditati.
Torno a lei, onorevole Cancrini, pregando la Presidenza, però, di avere atteggiamenti equanimi rispetto al Governo,
come ce li ho io rispetto al Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari-Udeur).
Rassicuro l'onorevole Cancrini che il dipartimento effettuerà, a seguito della mia richiesta, una necessaria verifica circa il perdurante possesso dei requisiti da parte delle due comunità, in particolare per quanto concerne la sussistenza di una regolare convenzione con il Servizio sanitario nazionale.
PRESIDENTE . L'onorevole Cancrini ha facoltà di
LUIGI CANCRINI . Sono soddisfatto della risposta nella misura in cui credo che sia opportuno effettuare questo accertamento.
Vorrei far rilevare al signor ministro che le cose sono andate nel seguente modo. Nel 1999, è stato definito un atto di intesa Stato-regioni in cui erano sanciti gli standard minimi di personale e di strutture necessari per essere in rapporto con il Servizio sanitario nazionale. Negli anni successivi, nulla è stato fatto per l'applicazione di queste norme e sono rimaste, in particolare, fuori da tali previsioni le comunità terapeutiche che avevano rapporto soltanto con il Ministero di grazia e giustizia: tra esse, quella di San Patrignano e la Comunità Incontro di don Gelmini. Ciò significa che in queste comunità non c'è un sicuro rispetto degli standard di personale e di strutture che sono necessari per assicurare (Commenti)...
CARLO CICCIOLI . È una cosa falsa! Non puoi dire questo!
PRESIDENTE . Onorevoli, questo non è possibile! Vi sto richiamando all'ordine!
Prego, onorevole Cancrini.
LUIGI CANCRINI . ...ai tossicodipendenti detenuti, che espiano la loro pena presso queste strutture, i diritti che anch'essi dovrebbero avere. Mi rendo conto che la cosa innervosisca chi, nella Casa delle libertà, ha ricevuto, in questi anni, un appoggio importante da San Patrignano e da don Gelmini, appoggio ricambiato in mille modi...
CARLO CICCIOLI . È una vergogna!
FABIO RAMPELLI . È vergognoso!
TOMMASO FOTI . Non è vero!
PRESIDENTE . Vi ho già richiamati all'ordine una volta!
LUIGI CANCRINI . Tuttavia, io credo che sia importante per noi tutti essere certi della qualità delle prestazioni che sono erogate. Ricordo a me stesso e a tutti i colleghi che era stato deciso il passaggio al Servizio sanitario nazionale di tutte le strutture sanitarie in rapporto con il Ministero di grazia e giustizia.
PRESIDENTE . Grazie, onorevole Cancrini...
CARLO CICCIOLI . Cosa già accaduta nella rossa Emilia-Romagna!
PRESIDENTE . Onorevoli Ciccioli, non mi costringa...!
"ABORTIRAI CON DOLORE"
“La scienza ha compiuto il suo compito offrendo alle donne l’aborto farmacologico; […] si tratta ora di fronteggiare le resistenze, i pregiudizi, gli interessi, le mentalità e la stessa legge 194 che impediscono il pieno e valido utilizzo di tale importante acquisizione per la salute e l’autodeterminazione della donna”. Lo scriveva nel marzo 1987 su Oblò, rivista mensile radicale, Maurizio Mottola, coordinatore dell’Associazione per l’aborto non chirurgico, nata sei anni prima. Non si parla della Ru486 – la pillola abortiva era ancora in via sperimentale ma toni e argomentazioni sono identici, come pure l’obiettivo dichiarato: l’aborto a domicilio, che in quegli anni s’è tentato di introdurre in Italia mediante l’uso degli analoghi delle prostaglandine, cioè farmaci che inducono le contrazioni provocando l’espulsione del'prodotto del concepimento”. Anche allora, come adesso, i fautori dell’aborto farmacologico dimenticarono di raccontare alcuni particolari, come quello, ad esempio, delle donne morte durante questo tipo di procedure, degli shock anafilattici, delle complicazioni cardiovascolari, e soprattutto della lotta dei movimenti per la salute delle donne in Germania e Svizzera contro l’aborto con le prostaglandine: aborti lunghi, dolorosissimi, pericolosi, anche se spacciati come “più sicuri”da molti medici. Con lo slogan “Per un aborto umano – Contro le prostaglandine” gruppi di femministe da Berlino e Amburgo fondarono il “Gruppe Prostaglandine”, dando il via a battaglie legali e a un grande dibattito pubblico che costrinse il ministro della Sanità a svolgere un’audizione ufficiale a Berlino, in cui molte donne testimoniarono della violenza delle procedure abortive farmacologiche. Era sufficiente leggere gli articoli scientifici per rendersi conto di cosa significasse abortire con le prostaglandine. Nel gennaio del 1970, ad esempio, su Lancet, viene descritto uno dei primi esperimenti, effettuato su quindici donne, da due fino a quasi sei mesi di gravidanza. La prostaglandina viene infusa per via intravenosa con un catetere epidurale, “50 microgrammi per minuto e l’infusione è continuata finché l’aborto si è completato. […] L’utero ha iniziato a contrarsi regolarmente e ritmicamente con un aumento delle contrazioni in frequenza ed ampiezza. Con l’infusione continua le contrazioni sono diventate più forti, la frequenza è aumentata e hanno abortito quattordici donne su quindici”. Le contrazioni sono durate da un minimo di quattro ore e venti minuti fino a ventisette ore e un quarto. In alcuni casi fra l’espulsione del feto e quella della placenta passano sette ore. Secondo gli autori i risultati sono incoraggianti – ore e ore di travaglio, con contrazioni continue, con un catetere sempre in funzione, con vomito e diarrea come “unici” effetti collaterali, in attesa di espellere feto e placenta – e auspicano una sperimentazione più ampia. Neppure un accenno al dolore fisico, che sappiamo essere molto intenso nel caso di travaglio indotto. Si registra un solo fallimento (su quindici): dopo quarantotto ore di travaglio l’aborto non è avvenuto “nonostante contrazioni forti e frequenti”, e quindi si è dovuto procedere iniettando una soluzione salina. La letteratura scientifica sull’aborto con le prostaglandine è monotona: lunghissimi (fino a trentasei ore) travagli indotti, con vomito e diarrea, e con complicazioni tali che già nel ’78 si poteva leggere in Obstetrics and Gynecology: “Nuoviproblemi riportati con le prostaglandine includono specifici eventi cardiaci associati con il loro uso, inclusi un caso serio di aritmia cardiaca e due morti confermate da improvviso arresto cardiaco; anche due casi di infarto del miocardio sono stati associati all’uso delle prostaglandine per via vaginale”. Nella documentazione prodotta dalle femministe tedesche leggiamo che “l’irresponsabilità di gran parte dei medici nei confronti delle donne va di pari passo con la loro incapacità e il loro rifiuto di imparare il metodo per aspirazione”. Quattordici anni dopo, gli autori dell’articolo di Lancet tornarono sull’argomento, con entusiasmo immutato: “Le prostaglandine offrivano un’alternativa più sicura ai metodi disponibili per terminare il numero crescente di gravidanze non volute”.