Messaggio del 25 Aprile 2008
«Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell´amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell´amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»Messaggio del 25 novembre 2006
"Cari figli, anche oggi vi invito: pregate, pregate, pregate. Figlioli, quando pregate siete vicini a Dio ed Egli vi dona il desiderio d’eternità. Questo è il tempo in cui potete parlare di più di Dio e fare di più per Dio. Per questo non opponete resistenza, ma lasciate, figlioli, che Egli vi guidi, vi cambi ed entri nella vostra vita. Non dimenticate che siete pellegrini sulla strada verso l’eternità. Perciò, figlioli, permettete che Dio vi guidi come un pastore guida il suo gregge. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
Un bel titolo da dare ad un sito, curato da numerose penne illustri, direi un tiolone, con la grande pretesa di dare promozioni o stroncature a destra e a manca. Sei bravo ti meriti alcuni soli non sei bravo allora ti appioppano alcuni ombrelli.
Sulla homepage adesso si può leggere una bella stroncatura del pontificato di GiovanniPaolo II e relativa promozione di Benedetto XVI.
Lo stroncatore in questione si chiama Massimo Fini per il quale addirittura Woitila stava per assestare il definitivo colpo di grazia al Cristianesimo Occidentale.
Poi però non ha importanza che chi scrive non sa che la Chiesa di cui parla non è di Paolo ma di Cristo, che la Messa in latino non è stata abolita da Woitila, anzi non è mai stata abolita ma solo accantonata con il Concilio Vaticano II.
Sicuramente non era in Italia durante il tributo di affetto che quel Papa da lui stroncato ha ricevuto da milioni di persone il giorno dopo la sua morte, come sicuramente non è al corrente del fatto che in questo Occidente che sempre di più si scristianizza sempre più giovani si rinchiudono nella clausura per consacrare la loro esistenza alla contemplazione e all'ascesi è che questo processo è iniziato proprio sotto il pontificato di Giovanni Paolo II.
Questo Papa è stato un faro per la vita ed il cammino di molti me compreso, peccato che non lo abbia compreso lui.

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L'eremita si meravigliò che uno sparviero imbeccasse così una piccola cornacchia, e penso: "Dio mi ha mandato un segno. Neppure una piccola cornacchia ferita viene abbandonata da Lui. Dio ha insegnato addirittura ad un feroce sparviero a nutrire una creaturina d'altra razza, rimasta orfana al mondo. Si vede proprio che Dio dà il necessario a tutte le creature: e noi, invece, stiamo sempre in pensiero per noi stessi. Voglio smetterla di preoccuparmi di me stesso! Dio mi ha fatto vedere che cosa devo fare. Non mi procurerà più da mangiare! Dio non abbandona nessuna delle sue creature: non abbandonerà neanche me". E così fece: si mise a sedere in quel bosco e non si mosse più di là: pregava, pregava, e nient'altro. Per tre giorni e per tre notti rimase così, senza bere un sorso d'acqua e senza mangiare un boccone. Dopo tre giorni, l'eremita s'era tanto indebolito, che non era più capace d'alzare la mano. Dalla gran debolezza, s'addormentò. Ed ecco apparirgli in sogno un angelo. L'angelo lo guardò accigliato e gli disse: "Il segno era per te, certo. Ma perché tu imparassi ad imitare lo sparviero!". Troppo facilmente ci mettiamo dalla parte di chi deve ricevere. Per Gesù, noi siamo tra quelli chiamati a dare!
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Cari figli! Oggi v'invito ad innamorarvi del Santissimo Sacramento dell'altare.
Adoratelo, figlioli, nelle vostre parrocchie e così sarete uniti con tutto il mondo.
Gesù vi diventerà amico e non parlerete di Lui come di qualcuno che appena conoscete.
L'unità con Lui sarà per voi gioia e diventerete testimoni dell'amore di Gesù,
che ha per ogni creatura. Figlioli quando adorate Gesù siete vicini anche a me.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata! (25 settembre 1995)
Ricordiamo come Cristo è entrato nella vita dei Suoi discepoli mentre essi si stavano dirigendo verso Emmaus (Lc 24,13-35).
Camminavano pieni di tristezza, carichi di sofferenza mentre ritornavano a casa. Gesù li ha raggiunti e si è fatto loro compagno di viaggio.
Essi Gli hanno parlato con parole piene di sconforto. Lui ha incominciato ad insegnare loro e, iniziando da Mosè e dai Profeti, ha spiegato loro cosa dicevano le Scritture su di Lui. I due Lo ascoltavano con il cuore aperto e sentivano qualcosa che non potevano spiegare: una Presenza, un ardore, una emozione...
Il loro cuore ardeva mentre camminavano in compagnia di Gesù.
E hanno ricevuto la grazia per credere!
Quando sono arrivati a casa, hanno invitato Gesù ad entrare, a cenare, a dormire: "Resta con noi perché si fa sera"... Gesù ha accettato. Si è seduto a tavola, ha benedetto il pane, lo ha spezzato e lo ha spartito. In quell'istante, si sono aperti i loro occhi e Lo hanno riconosciuto: "E' Lui! E' Lui!". Il loro cuore è diventato pieno di luce, di gioia... I loro occhi si sono aperti! Sì, Lo avevano riconosciuto! Non a caso, il loro cuore ardeva mentre gli spiegava i passi della Scrittura, lungo il cammino.
Nella Chiesa vi sono due riferimenti sicuri per incontrare il Signore:
"Cari figli, come è possibile che non sapete vivere l'Eucaristia?... Se non vivete l'Eucaristia, non posso aiutarvi".
Carissimi fratelli, che la vostra vita sia l'Eucaristia e che l'Eucaristia sia la vostra vita!
Tutte le Chiese che si definiscono cristiane e che hanno negato
"Anche questa sera, cari figli, vi sono particolarmente riconoscente per essere venuti quì. Adorate senza interruzione il Santissimo Sacramento dell'altare. Io sono sempre presente quando i fedeli sono in adorazione. In quel momento si ottengono grazie particolari. Messaggio del 15 marzo 1984"
Un ragazzo di Washington ebbe un gravissimo incidente con la macchina e divenne infermo. Suo padre, vescovo anglicano della Chiesa Battista e guida spirituale del Presidente Clinton, è un uomo molto devoto. Decise di venire a Medjugoije con sua moglie e pregare per la guarigione del figlio. E fece un voto alla Madonna: "Tutti mi hanno detto che appari in questo luogo. Io sono venuto qui per chiederTi aiuto, per affidarTi la guarigione di mio figlio".
Ricevettero la grazia desiderata ed il figlio fu guarito completamente. Quando andai in America, egli mi mostrò la sua grande cappella dove possono stare cinquemila persone. E mi disse:
"Io so cosa stai cercando nella mia chiesa... disgraziatamente, non ce l'abbiamo! ... Noi non abbiamo l'Eucaristia, però dal giorno del mio pellegrinaggio a Medjugorje sento che molto presto tornerò alla Chiesa dove c'è l'Eucaristia".
L'anno scorso, otto sacerdoti anglicani che hanno pellegrinato a Medjugorje, sono passati al cattolicesimo. Avevano un unico desiderio, dopo aver incontrato
L'Eucaristia è il cuore, il fondamento della nostra Chiesa cattolica, la sorgente da dove nasce la vita per i membri del Corpo mistico di Cristo.
Tutti possono lodare il Signore, tutti possono elevare inni, ma non tutti hanno ricevuto l'educazione nella fede come noi per conoscere che Cristo si è sacrificato come "l'Emmanuele". Non tutti hanno ricevuto la tradizione per celebrare il Mistero della Fede. Non tutti hanno ricevuto la fede nel Santissimo Sacramento.
Il peccato ha separato l'uomo da Dio, l'uomo dall'uomo e, conseguentemente l'uomo si è diviso e disperso.
L'Eucaristia è il sacramento dell'unità attraverso cui si riceve la grazia di rimanere uniti.
I Padri della Chiesa lo hanno insegnato fin dall'inizio. In quel bell'inno contenuto nella Didachè si cantava: "Come i granelli di frumento, sparsi per la collina, sono riusciti a formare un unico pane, così i fedeli della Chiesa, sparsi in tutto il mondo, formeranno un solo corpo".
Nell'Eucaristia, siamo uniti nel Corpo mistico di Cristo che è
La
Così, ricevendo l'Eucaristia non solo ci uniamo a Cristo -dimensione verticale-, ma restiamo uniti anche agli altri fedeli -dimensione orizzontale-, formando un solo vino, un solo pane, una sola Chiesa, un solo ed unico Corpo.
Padre Jozo Zovko
tratto da "Ecco tua Madre"
C'è un episodio poco noto della vita di Francesco di Assisi, che appena l'ho letto mi ha fatto e mi fa molto molto pensare. In un dialogo con fra Leone Francesco si domandava "in cosa consiste la perfetta letizia?" e la sua risposta sconvolgente è "se durante una notte d'inverno chiedo la carità di essere ospitato presso i miei frati e questi mi scacciano costringendomi a passare la notte fuori, dicendomi: "Vattene, tu sei un semplice ed un idiota", in questo sta la perfetta letizia.