Messaggio del 25 Aprile 2008
«Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell´amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell´amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»
Art. 1: Tutti gli uomini e le donne sono uguali.
Art. 2: Ciascun uomo o donna non può essere ricco.
Art.3: Ciascun uomo o donna è tenuto ad avere solo quanto è necessario per sè e per i suoi figli. Il resto deve essere devoluto a chi ha più bisogno. Chi non ha niente da dare, deve prestare la sua opera a chi ne ha bisogno.
Art.4: Ciascun uomo o donna deve fare al proprio prossimo quello che vorrebbe fosse fatto a se stesso.
Art.5: Nessuno deve giudicare i peccati altrui, e ogni aspetto della vita - compresa la vita sessuale - deve essere improntato all'amore, al donarsi, e mai all'appropriazione dell'altro.
Art.6: I bambini sono gli esseri più importanti della società. Chi fa del male a un bambino non può vivere insieme agli altri.
Art.7: I piaceri personali superflui sono consentiti solo in misura che non allontanino da se stessi, e dagli altri.
Art.8: Sono vietate le immagini, le trasmissioni, le propagande che umiliano l'uomo, trattandolo come un essere inferiore.
Art.9: La vita degli uomini e delle donne non deve essere basata sul lavoro. Lo stato deve garantire spazi equivalenti destinati alla meditazione, all'approfondimento di se stessi, al silenzio, alla ricerca del fine ultimo delle cose.
Art. 10: I malati, i poveri, i diseredati, gli ultimi hanno il potere massimo di rappresentanza, e ogni organizzazione civile deve dirigere le proprie forze verso di loro.
Quando Fabrizio deciderà di portarla in parlamento io sarò uno di quelli che firmerà il disegno di legge popolare.

«Natale su Internet»
Sembra che alcuni supermercati quest'anno non venderanno il presepe, perchè "nessuno lo compra più", e che Assogiocattoli, "dati alla mano" affermi che no, che le vendite di presepi non sono in crisi. Qualcuno all'IKEA avrebbe detto - riferisce Repubblica - che "L'albero lo fa la maggioranza delle persone, anche nei paesi musulmani. Il presepe, invece, è tipico della tradizione cattolica".
Non si tratta di alimentare polemiche od invocare boicottaggi. Semplicemente ci chiediamo se sia ragionevole fare una festa senza qualcosa da festeggiare. Una festa senza significato, una vita senza significato, non li auguriamo a nessuno.
Per questo è importante che chi un significato l'ha trovato lo comunichi. Invitiamo chi ha un sito ad esporre un presepe, e segnalarcelo. Chiediamo a tutti di aderire alla nostra iniziativa sottoscrivendola, e manifestando il motivo della propria speranza. E' il nostro «Natale su Internet».