TOTUS TUUS

Messaggio del 25 Aprile 2008

«Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell´amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell´amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»

Chi sono

Blogger: ggraceffa
Nome: giovanni graceffa
Un uomo felice, benedetto dal Signore, con una vita felice, allietata da una fantastica moglie e un meraviglioso figlio, nato il mio stesso giorno di trenta anni dopo, ed una stupenda figlia che il Cielo ci ha da poco donato per completare la nostra gioia.

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sabato, 30 dicembre 2006

Domani la Chiesa celebriamo la Santa Famiglia di Nazareth, modello di vita familiare, modello di vita contemplativa verso la quale tutte le famiglie dovremmo tendere. Questa festa sembra essere stata inserita profeticamente dai padri della Chiesa visto l'attuale smantellamento della famiglia tradizionale. All'orizzonte si affacciano le più strambe idee di famiglia che confondono ed annebbiano il modello supremo, che ridicolizzano la castità coniugnale, la fedeltà l'amore profondo verso i figli che sono un dono privilegiato della famiglia.
Voglio riflettere dunque con le parole di un grande Papa, Paolo VI, che in un suo bellissimo discorso sulla Famiglia di Nazareth la esalta e ne traccia i tratti salienti

" [...] Qui comprendiamo il modo di vivere in famiglia. Nazareth ci ricordi che cosa è la famiglia, cosa è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro e inviolabile; ci faccia vedere com'è dolce ed insostituibile l'educazione in famiglia, ci insegni la sua funzione naturale nell'ordine sociale. Infine impariamo la lezione del lavoro. Oh! dimora di Nazareth, casa del Figlio del falegname! Qui soprattutto, desideriamo comprendere e celebrare la legge, severa certo, ma redentrice della fatica umana; qui nobilitare la dignità del lavoro in modo che sia sentita da tutti; ricordare sotto questo tetto che il lavoro non può essere fine a sé stesso, ma che riceve la sua libertà ed eccellenza non solo da quello che si chiama valore economico, ma anche da ciò che lo volge al suo nobile fine. [...]".

Continua a leggere qui.

A Tutti un augurio di un Santo 2007 ricco di Pace e  Amore che solo Cristo ci può dare.

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 09:11 | link | commenti (4)
categorie: religione, papa
martedì, 26 dicembre 2006

Messaggio del 25 dicembre 2006

"Cari figli, anche oggi vi porto in braccio il Neonato Gesù. Egli che è il Re del cielo della terra, Egli è la vostra pace. Figlioli, nessuno vi può dare la pace come Lui che è il Re della pace. Per questo adorateLo nei vostri cuori, scegliete Lui e in Lui avrete la gioia. Egli vi benedirà con la sua benedizione di pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."


APPARIZIONE ANNUALE A JAKOV COLO DEL 25 DICEMBRE 2006

Nell'ultima apparizione quotidiana del 12 Settembre 1998 la Madonna ha detto a Jakov Colo che avrebbe avuto l'apparizione una volta all'anno, il 25 Dicembre, a Natale. Così è avvenuto anche quest'anno. La Madonna e venuta con il Bambino Gesu tra le braccia. L'apparizione è iniziata alle 15 e 23 ed è durata 6 minuti. La Madonna ha dato il seguente messaggio:

"Cari figli, oggi è un grande giorno di gioia e di pace. Rallegratevi con Me. Figlioli, in modo particolare vi invito alla santità nelle vostre famiglie. Desidero, figlioli, che ogni vostra famiglia sia santa e che la gioia divina e la pace che Dio oggi vi manda regnino e dimorino nelle vostre famiglie. Figlioli, aprite i vostri cuori oggi, in questo giorno di grazia. Decidetevi per Dio e metteteLo al primo posto nella vostra famiglia. Io sono vostra madre. Vi amo e vi dono la mia benedizione materna."

Technorati Tags: medjugorje
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 18:20 | link | commenti (2)
categorie: medjugorje, messaggio da medjugorie
domenica, 24 dicembre 2006

41

Aggiornamento: il 24 era il giorno del mio compleanno.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 08:09 | link | commenti (5)
categorie:
venerdì, 22 dicembre 2006

Qualcuno una volta mi desse "l'uomo che non sa ringraziare non merita altre grazie". E' una parola semplice ma nella sua semplicità così difficile da essere pronunciata.

Quest'anno la mia azienda non è andata granchè male considerando la regione dove opero, per non parlare della provincia, siamo riusciti ad avere delle buone commesse e a portare a termine dei progetti che ora si stanno trasformando in lavoro. Non posso dire di aver fatto una barca di soldi ma un dignitoso guadagno e soprattutto il mantenimento dello stipendio per le quindici famiglie dei miei dipendenti. Non lo reputo poco.

Allora devo dire grazie ed a chi? ... A Dio Padre perchè a lui mi sono affidato all'inizio di quest'anno che sta per finire. Stasera quindi invece della solita cena d'auguri in un qualsiasi ristorante l'appuntamento con i miei dipendenti e relative famiglie e alla Chiesa della Zorba, parrocchia Madonna del Rosario di Pompei in Aargona, all'interno della quale ha sede la mia azienda dove con una Santa Messa ringrazieremo Dio per tutti i benefici che ci ha concesso e ci concederà.

A tutti coloro che in questi giorni mi leggeranno un Santo Natale.

Technorati tags: christmas
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 14:18 | link | commenti
categorie: pensieri, religione
mercoledì, 20 dicembre 2006

L’Ave Maria è una rugiada celeste che irrora la terra, cioè l’anima, perché dia frutto a suo tempo; chi non è irrorato dalla rugiada celeste di questa preghiera non porta frutti, ma solo triboli e spine e va incontro alla maledizione.

Dal Trattato della Vera Devozione di L.M.G. di Monfort.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 17:56 | link | commenti (7)
categorie: pensieri, religione, santo rosario, padri della chiesa
martedì, 19 dicembre 2006

Racconti di Natale

Di Jean Paul Sartre

Siccome oggi è Natale, avete il diritto di esigere che vi si mostri il presepe. Eccolo. Ecco la Vergine ed ecco Giuseppe ed ecco il bambino Gesù. L’artista ha messo tutto il suo amore in questo disegno ma voi lo troverete forse un po’ naif. Guardate, i personaggi hanno ornamenti belli, ma sono rigidi: si direbbero delle marionette. Non erano certamente così. Se foste come me, che ho gli occhi chiusi. Ma ascoltate: non avete che da chiudere gli occhi per sentirmi e vi dirò come li vedo dentro di me. La Vergine è pallida e guarda il bambino. Ciò che bisognerebbe dipingere sul suo viso è uno stupore ansioso che non è apparso che una volta su un viso umano. Poiché il Cristo è il suo bambino, la carne della sua carne, e il frutto del suo ventre. L’ha portato nove mesi e gli darà il seno: e il suo latte diventerà il sangue di Dio. E in certi momenti, la tentazione è così forte che dimentica che è Dio. Lo stringe tra le sue braccia e dice: piccolo mio! Ma in altri momenti, rimane interdetta e pensa: Dio è là e si sente presa da un orrore religioso per questo Dio muto, per questo bambino terrificante. Poiché tutte le madri sono così attratte a momenti davanti a questo frammento ribelle della loro carne che è il loro bambino e si sentono in esilio davanti a questa nuova vita che è stata fatta con la loro vita e che popolano di pensieri estranei. Ma nessun bambino è stato più crudelmente e più rapidamente strappato a sua madre poiché egli è Dio ed è oltre tutto ciò che lei può immaginare. Ed è una dura prova per una madre aver vergogna di sé e della sua condizione umana davanti a suo figlio. Ma penso che ci sono anche altri momenti, rapidi e difficili, in cui sente nello stesso tempo che il Cristo è suo figlio, il suo piccolo, e che è Dio. Lo guarda e pensa: “Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. E’ fatta di me, ha i miei occhi e questa forma della sua bocca è la forma della mia. Mi rassomiglia. E’ Dio e mi assomiglia. E nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per lei sola. Un Dio piccolo che si può prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e che vive”. Ed è in quei momenti che dipingerei Maria, se fossi pittore, e cercherei di rendere l’espressione di tenera audacia e di timidezza con cui protende il dito per toccare la dolce piccola pelle di questo bambino-Dio di cui sente sulle ginocchia il peso tiepido e che le sorride. Questo è tutto su Gesù e sulla Vergine Maria. E Giuseppe? Giuseppe, non lo dipingerei. Non mostrerei che un’ombra in fondo al pagliaio e due occhi brillanti. Poiché non so cosa dire di Giuseppe e Giuseppe non sa che dire di se stesso. Adora ed è felice di adorare e si sente un po’ in esilio. Credo che soffra senza confessarselo. Soffre perché vede quanto la donna che ama assomigli a Dio, quanto già sia vicino a Dio. Poiché Dio è scoppiato come una bomba nell’intimità di questa famiglia. Giuseppe e Maria sono separati per sempre da questo incendio di luce. E tutta la vita di Giuseppe, immagino, sarà per imparare ad accettare. Miei buoni signori, questa è la Sacra Famiglia. Ora apprenderemo la storia di Bariona poiché sapete che vuole strangolare quel bambino. Corre, si affretta ed eccolo arrivato. Ma prima di farvelo vedere, ecco una piccola canzone di Natale.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 16:26 | link | commenti (3)
categorie: racconti di natale
lunedì, 18 dicembre 2006

Crescete come fiori affinchè io vi possa offrire a Gesù per Natale.

 

(Messaggio del 8 dicembre 1987 dato al gruppo di preghiera di Jelena)

  Technorati tags:
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 18:55 | link | commenti
categorie: medjugorje
mercoledì, 13 dicembre 2006

Mi piace andare a trovare una persona molto a modo, nel suo spazio internettiano. Anche lui a mio modo di vedere "bambino" nella fede ma di quelli molto preparati.

In risposta ad una sollecitazione ha postato sul suo blog la Finanziaria di Dio, pochi articoli 10 in tutto ma belli tosti:


Art. 1: Tutti gli uomini e le donne sono uguali.

Art. 2: Ciascun uomo o donna non può essere ricco.

Art.3: Ciascun uomo o donna è tenuto ad avere solo quanto è necessario per sè e per i suoi figli.  Il resto deve essere devoluto a chi ha più bisogno. Chi non ha niente da dare, deve prestare la sua opera a chi ne ha bisogno.

Art.4: Ciascun uomo o donna deve fare al proprio prossimo quello che vorrebbe fosse fatto a se stesso.

Art.5: Nessuno deve giudicare i peccati altrui, e ogni aspetto della vita - compresa la vita sessuale - deve essere improntato all'amore, al donarsi, e mai all'appropriazione dell'altro.

Art.6: I bambini sono gli esseri più importanti della società. Chi fa del male a un bambino non può vivere insieme agli altri.

Art.7: I piaceri personali superflui sono consentiti solo in misura che non allontanino da se stessi, e dagli altri.

Art.8: Sono vietate le immagini, le trasmissioni, le propagande che umiliano l'uomo, trattandolo come un essere inferiore.

Art.9: La vita degli uomini e delle donne non deve essere basata sul lavoro. Lo stato deve garantire spazi equivalenti destinati alla meditazione, all'approfondimento di se stessi, al silenzio, alla ricerca del fine ultimo delle cose.

Art. 10:  I malati, i poveri, i diseredati, gli ultimi hanno il potere massimo di rappresentanza, e ogni organizzazione civile deve dirigere le proprie forze verso di loro.

Quando Fabrizio deciderà di portarla in parlamento io sarò uno di quelli che firmerà il disegno di legge popolare.

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 17:10 | link | commenti (15)
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A grandi passi si avvicina il Natale (al quale fra un pò cambieremo nome e magari non festeggeremo più) la grande festa della Vita che nasce.

Ma in giro per giornali e televisioni c'è un gran parlare di morte della pietosa pratica di staccare la spina.

Ed io che sono un bambino dal punto di vista della fede mi chiedo:

Ma la vita è Sacra oppure no?
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 07:42 | link | commenti
categorie: impegno per la vita
lunedì, 11 dicembre 2006

Ecco il mio presepe.

Si proprio quello semplice che facciamo insieme con mio figlio (questa è una foto di quello che abbiamo fatto lo scorso anno) e lo propongo aderendo alla campagna degli amici di SOL che sotto la foto è riportata a pièpari



«Natale su Internet»

Sembra che alcuni supermercati quest'anno non venderanno il presepe, perchè "nessuno lo compra più", e che Assogiocattoli, "dati alla mano" affermi che no, che le vendite di presepi non sono in crisi. Qualcuno all'IKEA avrebbe detto - riferisce Repubblica - che "L'albero lo fa la maggioranza delle persone, anche nei paesi musulmani. Il presepe, invece, è tipico della tradizione cattolica".

Non si tratta di alimentare polemiche od invocare boicottaggi. Semplicemente ci chiediamo se sia ragionevole fare una festa senza qualcosa da festeggiare. Una festa senza significato, una vita senza significato, non li auguriamo a nessuno.

Per questo è  importante  che chi un significato l'ha trovato lo comunichi. Invitiamo chi ha un sito ad esporre un presepe, e segnalarcelo. Chiediamo a tutti di aderire alla nostra iniziativa sottoscrivendola, e manifestando il motivo della propria speranza. E' il nostro «Natale su Internet».

Gli amici di SOL
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 17:59 | link | commenti (7)
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