Messaggio del 25 Aprile 2008
«Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell´amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell´amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»Messaggio del 25 luglio 1997

Se non fosse che oggi a Zamboanga piove verrebbe voglia di piangere. Aspettiamo sempre qualcuno che ci illumini circa questo rapimento. Ma le nuvole grigie persistono. Comunque più il tempo passa e più si e’ stanchi di aspettare. In altre parole si attende con ansia solo la liberazione. Ovvio. Certo non sarà semplice e non sarà veloce, ma siamo curiosi. Vogliamo vedere come va a finire (Pino Scaccia ha rimandato perfino il ritorno in Patria per assaporare il giorno della liberazione del Giancarlo e immortalarlo sul piccolo schermo). Le nostre convinzioni, basate sulla storia dei rapimenti di preti stranieri in Western Mindanao, ci dicono che prima o poi anche i rapitori si stancheranno del Giancarlo e scenderanno a patti; mica possono dargli da mangiare a gratis per il resto della loro vita! Mica possono inghiottire lunghe quantità di tempo e vivere senza sapore le ore e i giorni che passano. Un detto tribale dice che solo quando un pozzo si riempie d’acqua si fa il pediluvio. E’ probabile che la pioggia di questi giorni faccia capire ai rapitori che più di cosi’ si può solo annegare nel fango, che c’è un limite a tutto. E se non lo capiscono? Magari nei prossimi giorni, quando il sole tornerà, verremo presi ancora dallo sconforto e dalla rassegnazione. Torneremo a sentirci inutili e inermi. Allora dovremmo affrontare ancora il nostro destino di spettatori a quali viene negato l’ultimo fotogramma. Abbiamo davanti giorni difficili, pieni di dubbi e domande. Tuttavia, l’arcano desiderio di rivedere il piedone del Giancarlo in diverse acque ci materrà saldi sui nostri piedi.