TOTUS TUUS

Messaggio del 25 Aprile 2008

«Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell´amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell´amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»

Chi sono

Blogger: ggraceffa
Nome: giovanni graceffa
Un uomo felice, benedetto dal Signore, con una vita felice, allietata da una fantastica moglie e un meraviglioso figlio, nato il mio stesso giorno di trenta anni dopo, ed una stupenda figlia che il Cielo ci ha da poco donato per completare la nostra gioia.

Se ti va di ascoltare la mia musica clicca
Host unlimited photos at slide.com for FREE!

Skype Meâ„¢!

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Iscriviti e sarai aggiornato sui post con una email
Enter your Email


Powered by FeedBlitz

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 28 marzo 2008

Voglio parlarvi di una festa particolare che si terrà domenica: si tratta della festa della Divina Misericordia.

Sono particolarmente legato a questa festa e soprattutto all’immagine di Gesù Misericordioso che potete vedere qui accanto. La liturgia di questo giorno loda Dio in particolare nel mistero della Sua misericordia.

La Festa della Divina Misericordia è inoltre un giorno di grazia per tutti gli uomini, poiché Cristo ha legato a questa festa grandi promesse, di cui la più grande si riferisce alla Santa Comunione ricevendo la quale si ottiene la remissione totale dei peccati e delle pene temporali, cioè si riceve la stessa grazia del Battesimo.

L’importanza di questa festa consiste nel fatto che tutti gli uomini, anche quelli che si convertono proprio in quel giorno, possono chiedere tutte le grazie che corrispondono alla volontà di Dio.

Dice Gesù a Santa Suor Faustina: Desidero che la Festa della Misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della Mia misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia. L’anima che si accosta alla confessione ed alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto.

Quanti di voi conoscono Santa Suor Faustina?

Non credo molti, eppure è grazie a lei che oggi abbiamo l’immagine di Gesù Misericordioso. Pensate che Suor Faustina nacque nel 1905 in Polonia, sin dalla più tenera età si distinse per la predilezione verso la preghiera, per la laboriosità, per l’obbedienza e per una grande sensibilità alla povertà umana.

Gli anni della sua vita religiosa furono segnati dalla sofferenza e nello stesso tempo da grazie mistiche. Il Signore le concesse doni straordinari: visioni, apparizioni, stimmate nascoste, partecipazione alla Passione di Cristo, unione mistica, e le fece conoscere il mistero della Sua Misericordia.

Egli le disse: “Nell’Antico Testamento mandai al mio popolo i profeti con fulmini. Oggi mando te a tutta l’umanità con la Mia Misericordia. Non voglio punire l’umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio cuore misericordioso”.

In una visione avuta nel 1931, Santa Suor Faustina vide l’immagine di Gesù Misericordioso. Durante questa visione Gesù Cristo ha espresso il desiderio che si dipingesse il quadro con la scritta: Gesù, confido in Te!

Nel 1935 Gesù dettò a Santa Suor Faustina la Coroncina della Divina Misericordia.

Mi dispiace di essermi dilungato un po’ più del solito, ma ci tenevo in modo particolare a dirvi queste cose perché ci credo fermamente in quanto l’ho provata sulla mia pelle e vi posso assicurare che 5 minuti al giorno, dedicati alla recita di questa coroncina, non costano proprio nulla e vedrete accadere attorno a voi dei veri miracoli.

Vi auguro un buon fine settimana e vi ringrazio sempre per l’affetto che mi mostrate.

Arrivatami via Mail dal mio caro fratello Cosimo, ma la condivido tutta parola per parola ed è come se la avessi scritta io.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 12:46 | link | commenti (2)
categorie: divina misericordia
giovedì, 20 marzo 2008

Ultimo post di questa Settimana, la più importante per l'umanità. Ultimo perchè oggi si entra nel vivo della Passione del mio Signore. Riflettere è obbligatorio e per riflettere è necessario fare "silenzio". Sopratutto dentro l'anima. Per cui a Dio piacendo tornerò a scrivere qualcosa la prossima settimana.

A tutti coloro che accederanno a questa pagina consapevolmente o inconsapevolmente auguro una Santa Pasqua di Resurrezione.


Il silenzio è mitezza: quando non rispondi alle offese, quando non reclami i tuoi diritti, quando lasci a Dio la difesa del tuo onore.
- Il silenzio è misericordia: quando non riveli le colpe dei fratelli, quando perdoni, quando non giudichi, non condanni ma intercedi nell'intimo.
- Il silenzio è pazienza: quando soffri senza lamentarti, quando non cerchi consolazione dagli uomini, quando sai attendere che il seme germogli lentamente.
- Il silenzio è umiltà: quando taci per far emergere i fratelli, quando celi nel riserbo i doni di Dio, quando lasci che il tuo agire sia interpretato male, quando lasci agli altri la gioia dell'impresa.
- Il silenzio è fede: quando taci perché è Lui che agisce, quando rinunci ai suoni e alle voci del mondo per stare alla sua presenza di pace, quando non cerchi comprensione perché ti basta essere conosciuto/a da Lui.
- Il silenzio è adorazione: quando abbracci la croce senza chiedere: "perché?".

"Poni, Signore, una custodia alla mia bocca, sorveglia la porta delle mie labbra (Salmo 140)".

"Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te, uomo, ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.
Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all'albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò il mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell'inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te."
(Da un'antica Omelia sul Sabato santo).
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 07:29 | link | commenti (10)
categorie:
lunedì, 17 marzo 2008

La Settimana più importante della storia dell'umanità è cominciata anche se nel silenzio mediatico più totale e nella distrazione del mondo. E comincia con un atto di umiltà che difficilmente ognuno di noi è disposto a compiere. Il brano che segue è tratto dalla Passione di Gesù della Beata A.K. Emmerick:

Quando ebbe finito di parlare, il Signore inviò Giovanni e Giacomo il Minore a prendere i catini d'acqua che i servitori avevano deposto nel vestibolo. Allorché i due apostoli gli portarono i catini, Gesù si cinse alla vita un asciugatoio e comandò agli apostoli che si ponessero a sedere in modo che egli potesse lavare loro i piedi.

Obbedienti, essi sedettero, dopo aver disposto le sedie a semicerchio secondo l'ordine in cui erano seduti a tavola. Mentre Gesù si cingeva con l'asciugatoio, gli apostoli si chiedevano quale fra loro sarebbe stato il più grande, per ché il Maestro era prossimo a lasciarli.

Gesù li riprese, dicendo che egli stesso era il loro servo e nessuno era più grande di un altro; poi li esortò a restare tranquilli.

Durante la lavanda dei piedi il cuore del Signore traboccava di amore e di carità verso i suoi apostoli. Quando giunse a Pietro, questi sobbalzò esclamando:

«Non mi laverai mai i piedi!».

Gli rispose Gesù:

«Se io non te li lavo, non sarai di me partecipe; più tardi capirai meglio quello che sto facendo!».

Sottovoce, mi sembrò che gli dicesse:

«Simone, tu hai meritato che il mio Padre celeste ti rivelasse chi veramente io sono e dove vado, tu solo lo hai professato e dichiarato; perciò io voglio edificare la mia Chiesa su di te e le porte dell'inferno non prevarranno mai su di essa. La mia forza resterà nei tuoi successori fino al la fine dei tempi».

Allora il Signore lo indicò agli apostoli come suo successore quando lui non ci sarebbe più stato.

A questo punto Pietro replicò:

«Signore, lavami i piedi, non solo, ma le mani e il capo»

Gesù aveva parlato della lavanda dei piedi quale purificazione dai peccati quotidiani, perché i piedi sono a con tatto continuo con la terra e soggetti a sporcarsi, se si cammina senza fare attenzione. Questo gesto del Signore, come tutti gli altri, aveva un profondo significato spirituale e valeva come assoluzione generale dei peccati. Ma Pietro vide nell'azione del Maestro un'umiliazione troppo grande; egli ignorava che entro breve Gesù si sarebbe umiliato perfino alla morte in croce.

Lavando i piedi a Simon Pietro, il Signore disse:

«Chi ha fatto il bagno, è già del tutto puro, e ha bisogno solo di lavarsi i piedi. Voi siete puri, ma non tutti!».


Buona Settimana Santa a tutti.

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 13:30 | link | commenti
categorie:
giovedì, 13 marzo 2008

E pensare che la 194 trent'anni fa nacque per contrastare l'aborto clandestino che mieteva vittime tra le donne. Oggi scopriamo che a Genova (ma mi chiedo se è successo solo Genova) decine di donne per di più, dicono le cronache, della Genova bene, si rivolgevano ad un noto ginecologo per abortire clandestinamente. Il caso è scoppiato per il suicidio del medico e sta travolgendo alcune donne che rischiano tantissimo per aver violato la Legge, una multa da 51 euro, alla faccia. La vita di un bimbo per 51 euro. Anzi no. Valeva di più, 500 euro. era questo il compenso richiesto da medico per strappare dalla pancia della mamma il proprio figlio.
Che schifo.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 18:44 | link | commenti (4)
categorie: impegno per la vita, contro laborto
venerdì, 07 marzo 2008

Ultimo bel regalo di un governo dimissionario e sfiduciato. Ossia il Decreto ammazza impresa, ossia il cosiddetto decreto sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.
Dalle prime notizie di stampa sono state elevate all’ennesima potenza le sanzioni contro le imprese ed il tintinnio di manette che esso contiene è assordante. In pratica tutti gli imprenditori da ora in poi abbiamo un mandato di cattura pronto, devono solo mettere su la data e darlo ai carabinieri per eseguirlo.
A mio modesto modo di vedere è la morte delle piccole imprese.
Lo stato invece di prevenire il terribile fenomeno del lavoro nero che produce morti sul lavoro, con controlli più capillari e frequenti, perseguita e reprime indistintamente le imprese soprattutto le piccole.
Con questo decreto non si salverà una sola vita umana ma nel contempo si manderanno in fallimento tante piccole imprese che se formate adeguatamente con una attenta prevenzione potrebbero favorire la sicurezza sul lavoro.
Il punto cruciale è secondo me proprio quello della prevenzione che i pochissimi ispettori non riescono a curare. La prevenzione dovrebbe essere curata più capillarmente incrementando il numero di coloro che controllano non per sanzionare ma per prevenire.
Nessuno imprenditore esce di casa la mattina alle sei ogni santo giorno per far morire i propri operai sul lavoro. Non siamo assassini volontari come questo governo dimissionario ci considera. Stanno applicando il regime di 41bis alla parte produttiva del paese. Ci stanno considerando alla stregua dei totò riina e dei lo piccolo.
Un modestissimo piccolo suggerimento ai burocrati sanzionatori del governo, potreste cominciare con il non iscrivere nuove attività ritenute pericolose alle Camere di Commercio se non dopo un corso di formazione di sei mesi fulltime. Non capisco il motivo del perché un cittadino che vuole aprirsi un bar, che al massimo può fare un caffè schifoso, deve fare un corso di formazione e un altro cittadino che decide di fare l’imprenditore edile, mestiere tra i più pericolosi, lo iscrivono in giornata.
E la scuola? Perché non inserire come materia di studio per l’intero corso di cinque anni del geometra la sicurezza sui luoghi di lavoro?
Le morti sul lavori si combattono creando una cultura della sicurezza e non facendo tintinnare manette e quando scattano le manette il morto c’è già stato.
Ma questo governo non fa prevenzione ma repressione.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 14:37 | link | commenti (2)
categorie:
giovedì, 06 marzo 2008

Ascoltatela con calma è un canto/preghiera bellissima

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 08:38 | link | commenti (1)
categorie:
martedì, 04 marzo 2008

Pensa che Dio ti vuole contento e che, se da parte tua farai tutto il possibile, sarai molto felice anche se in nessun momento ti mancherà la Croce. Ma la Croce non è più un patibolo, è il trono dal quale Cristo regna

(San Josemaría Escrivá).

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 15:16 | link | commenti (2)
categorie: pensieri, spiritualitÃ