Messaggio del 25 Aprile 2008
«Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell´amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell´amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»“Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo corpo, sangue, anima e divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze da cui egli stesso è offeso.
E per i meriti infiniti del suo Sacratissimo Cuore e per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, vi chiedo la conversione dei poveri peccatori”.
“Mio Dio, io credo e spero, ti amo e ti ringrazio.
Ti chiedo perdono per chi non crede e non spera, non ti ama e non ti ringrazia”.
"Il Rosario sta conoscendo quasi una nuova primavera. Questo è senz'altro uno dei segni più eloquenti dell'amore che le giovani generazioni nutrono per Gesù e per la Madre sua Maria". È quanto ha affermato Benedetto XVI nel discorso pronunciato al termine della recita del rosario nella basilica Papale Liberiana di Santa Maria Maggiore, sabato pomeriggio 3 maggio.
Cari fratelli e sorelle,
al termine di questo momento di preghiera mariana, desidero rivolgere a tutti voi il mio cordiale saluto e ringraziarvi per la vostra partecipazione. Saluto in particolare il Cardinale Bernard Francis Law, Arciprete di questa stupenda Basilica di Santa Maria Maggiore. Questo è, in Roma, il tempio mariano per eccellenza, in cui il popolo della Città venera con grande affetto l'icona di Maria Salus Populi Romani. Ho accolto volentieri l'invito che mi è stato rivolto nel primo sabato del mese di maggio, a guidare il santo Rosario, secondo la bella tradizione che ho vissuto fin dalla mia infanzia. Nell'esperienza della mia generazione, infatti, le sere di maggio rievocano dolci ricordi legati agli appuntamenti vespertini per rendere omaggio alla Madonna. Come, infatti, dimenticare la preghiera del Rosario in parrocchia oppure nei cortili delle case e nelle contrade dei paesi?
Oggi insieme confermiamo che il santo Rosario non è una pia pratica relegata al passato, come preghiera di altri tempi a cui pensare con nostalgia. Il Rosario sta invece conoscendo quasi una nuova primavera. Questo è senz'altro uno dei segni più eloquenti dell'amore che le giovani generazioni nutrono per Gesù e per la Madre sua Maria. Nel mondo attuale così dispersivo, questa preghiera aiuta a porre Cristo al centro, come faceva la Vergine, che meditava interiormente tutto ciò che si diceva del suo Figlio, e poi quello che Egli faceva e diceva. Quando si recita il Rosario si rivivono i momenti importanti e significativi della storia della salvezza; si ripercorrono le varie tappe della missione di Cristo. Con Maria si orienta il cuore al mistero di Gesù. Si mette Cristo al centro della nostra vita, del nostro tempo, delle nostre città, mediante la contemplazione e la meditazione dei suoi santi misteri di gioia, di luce, di dolore e di gloria. Ci aiuti Maria ad accogliere in noi la grazia che promana da questi misteri, affinché attraverso di noi possa "irrigare" la società, a partire dalle relazioni quotidiane, e purificarla da tante forze negative aprendola alla novità di Dio. Il Rosario, quando è pregato in modo autentico, non meccanico e superficiale ma profondo, reca infatti pace e riconciliazione. Contiene in sé la potenza risanatrice del Nome santissimo di Gesù, invocato con fede e con amore al centro di ogni Ave Maria.
Cari fratelli e sorelle, ringraziamo Dio che ci ha concesso di vivere questa sera un'ora così bella di grazia, e nelle prossime sere di questo mese mariano, anche se saremo distanti, ciascuno nelle proprie famiglie e comunità, sentiamoci ugualmente vicini e uniti nella preghiera. Specialmente in questi giorni che ci preparano alla solennità della Pentecoste restiamo uniti con Maria invocando per la Chiesa una rinnovata effusione dello Spirito Santo. Come alle origini, Maria Santissima aiuti i fedeli di ogni comunità cristiana a formare un cuore solo e un'anima sola. Vi affido le intenzioni più urgenti del mio ministero, le necessità della Chiesa, i grandi problemi dell'umanità: la pace nel mondo, l'unità dei cristiani, il dialogo fra tutte le culture. E pensando a Roma e all'Italia vi invito a pregare per gli obiettivi pastorali della Diocesi, e per lo sviluppo solidale di questo amato Paese. [ ... ]. A tutti voi qui convenuti e a quanti si sono uniti a noi mediante la radio e la televisione, in particolare ai malati e agli infermi, imparto di cuore la Benedizione Apostolica.
Continuiamo la riflessione sulle litanie alla Vergine Madre.
Nel numero precedente ho immaginato le litanie come un grande giardino in cui ogni invocazione titolo rappresentano i diversi “fiori” che fanno risaltare la bellezza di Maria. Stavolta il mio sguardo si posa su tre invocazioni che si trovano al centro del lungo elenco. Ho saltato le altre non perché non siano belle o dense di significato, ma solo perché più comuni e comprensibili.
Ma prima di tentare un’interpretazione è opportuno dare una piccola spiegazione per poter entrare nel modo giusto e così gustare meglio questo “nettare spirituale”. Ha inizio una serie di invocazioni che si esprimono in immagini e simboli che illustrano virtù e prerogative della Madre di Dio. Mi piace distinguere tra immagini e simbolo.
Immagine è una rappresentazione sensibile che richiama qualcosa. Il simbolo è un segno formato da oggetti che per loro natura evocano quelle realtà che non possono essere definite in modo soddisfacente con termini astratti. Purtroppo noi moderni abbiamo perduto il senso incluso nell’immagine e nel simbolo. Non era così per la cultura in cui il Vangelo è nato e in genere per gli antichi. Gesù stesso ricorre alle immagini, sebbene preferiva le parabole, che è un paragone tratto dalla vita di ogni giorno. Le immagini delle Litanie sono ricavate dall’Antico Testamento e sono doppiamente significative, hanno cioè il significato proprio dell’immagine e quello derivante dall’uso o dagli elementi connessi con
SPECCHIO DELLA GIUSTIZIA
Mi torna in mente, quando si parla di “specchio”, l’effetto che esso provocava sull’immaginario degli abitanti del Mondo nuovo (le Americhe). Gli indigeni restarono talmente affascinati dal potersi vedere riflessi nello specchio che per i conquistatori fu un giochetto ammaliarli e derubarli delle loro ricchezze in cambio di un vetro. È vero, l’uomo non resiste dal potersi vedere e rivedere, ma molte volte lo fa solo per vanagloria e lo specchio è un ottimo strumento (cfr. la matrigna di Biancaneve nella favola). Ma lo specchio è anche uno strumento che mostra la verità che non sempre è piacevole perché lì ci si vede come realmente si è. Maria, la tutta bella, non poteva trovare in sé nessuna bruttura. Meditando nel suo cuore, e quindi guardandosi dentro, esplodeva nella lode riconoscendo la fonte della sua bellezza. Sì, Maria è specchio anche perché riflette l’immagine bella di Dio e di come Dio voleva che fosse anche l’Uomo.
SEDE DELLA SAPIENZA
“Sede” in senso di scanno, seggiola, cattedra, trono. Quando si usano questi termini si unisce sempre all’idea di un luogo e oggetto di materiale pregevole e talvolta anche prezioso e artistico.
Maria è presentata come sede della sapienza e questo si può intendere in due modi: colei che “accoglie” la sapienza oppure che possiede la sapienza. Nella Scrittura
Avendo dato la vita al Figlio di Dio, Maria diventa “sede” perché in Lei il Verbo si è incarnato, ma diventa sede anche perché decidendo di diventare discepola del Figlio acquista quella sapienza propria del cristiano che è il desiderio di vivere in funzione della Volontà divina. Imitiamo
CAUSA DELLA NOSTRA GIOIA
Ogni volta che sento dire che Maria è “causa” mi vengono in mente delle riflessioni filosofiche o resta questo un termine assai generico che può far perdere la bellezza e la ricchezza di questa invocazione. Potremmo tradurre con il termine “fonte” dando a questo termine tutta la forza, sia poetica che simbolica di cui è carico. Nell’Antico testamento la fonte indica sempre un luogo dove si manifesta un dono (l’acqua) indispensabile per l’uomo e il luogo dove gli uomini si incontrano. Non per niente nella tradizione orientale l’Annunciazione alla Vergine pare sia avvenuta presso la fonte appunto chiamata della Vergine. La fonte è la rivelazione di un qualcosa che pur già standoci non è tutta visibile. L’acqua che sgorga alla fonte non nasce lì e viene da molto lontano, ma la fonte è il luogo dove si mostra. Maria è il “luogo” dove la gioia dell’essere pieni di Dio si manifesta in maniera chiara e abbondante. Non è una caratteristica secondaria la gioia nell’esperienza cristiana e non è neanche un nascondere la difficoltà del vivere, ma è una realtà capace di dire che nonostante il male e la cattiveria che crea l’uomo e il suo peggior nemico, Satana, Dio è gioia, cioè soddisfazione e benessere che non finisce. Partorendo il Figlio di Dio, Maria è divenuta la fonte che ha mostrato al mondo il “mistero nascosto nei secoli” e questo non può che riempire il nostro cuore e farlo esultare di gioia che non avrà mai fine.
p. Ludovico Maria Centra O.S.A.(2. continua)
Tratto da Eco di Maria
Riflessioni sulle Litanie alla Madonna
È straordinario ammirare un campo, dove in modo spontaneo e quasi impercettibile, appaiono pian piano tanti fiori di tanti colori e profumi, da creare così un’armonia stupenda a lode del Creatore.
Potremmo definire l’insieme di lodi alla Madre di Dio, la tutta Santa,
Queste sono le Litanie: una fluorescenza di lodi, di invocazioni che nascono dal cuore amante del fedele che sente su di sé l’azione protettrice di Maria e riconosce in Lei la grandezza della Trinità Santissima.
Quale sia stato il primo “semino” che ha dato inizio a questo stupendo serto di invocazioni lo possiamo individuare nel saluto che l’Arcangelo Gabriele ha fatto quando annunciò la nascita del Redentore: Ave Piena di Grazia… Ed ancora, sempre nella stessa circostanza: tu sarai Madre del Figlio di Dio. Da allora mai si è smesso di attribuire alla Madonna titoli e attributi che ne cantano la grandezza perché umilissima, e la bellezza perché santissima.
Se vogliamo scrivere una data forse potremmo identificare il secolo XV come nascita anagrafica delle Litanie in modo specifico di quelle Lauretane (del Santuario della Santa Casa di Loreto-Italia) e dall’ora è nato un fiume di lodi alla Madre Divina che continua ad irrorare tanti cuori amanti e riconoscenti o provati dal dolore.
Questo modo di pregare ha uno schema preciso che, però non umilia la spontaneità e l’estro poetico dei fedeli. Sempre si comincia con l’invocazione al Cristo e alla Trinità per terminare con la triplice invocazione all’Agnello di Dio. Anche le lodi a Maria sbocciano da una riflessione dell’opera redentrice che il Padre ha compiuto tramite Cristo e in vista della nascita di lui. La fonte prima è
I primi titoli alla Vergine cantano il dono di Dio che ha fatto a tutta l’umanità creando Maria Santa, rendendola Madre di Cristo e Vergine in ogni sua espressione.
Possiamo fermarci su questi primi tre titoli, e continueremo nei prossimi numeri del nostro giornale con altri, più particolari, per comprenderne il significato e gustare in briciole quella bellezza che avvolge da secoli
Santa Maria
Madre di Cristo
È questo il “motivo” fondamentale per tutta la bellezza di Maria. Cristo l’Unigenito del Padre, quindi Dio come il Padre, non poteva avere nessun contatto col peccato e allora la madre dalla quale doveva nascere doveva essere per forza tutta Santa. Questa “maternità” Cristo la ha estesa a tutti coloro che fanno la volontà del Padre. Sicuramente Maria non ostacola e non teme di “condividere” con noi la sua maternità, ma ci rende sempre più accoglienti della volontà del Padre.
Santa Vergine delle Vergini
La verginità è una caratteristica di chi “attende”, cioè è l’attitudine per non essere occupati e distratti da cose che passano e non hanno la valenza dell’eternità. È la qualità che rende la persona dono esclusivo per colui che l’ha scelta per prima e per sempre. La verginità e il ritenersi oggetto dell’Amore divino, vaso che Dio riempie di Sé per manifestare la sua potenza, fedeltà e fecondità.
Ritengo che queste mie considerazioni siano solo un balbettare sulle grandezze cui Dio ha innalzato Maria Santissima, ma è un balbettio di un figlio che si sente amato e che ama tanto Colei che non è paragonabile a niente e a nessuno per bellezza e bontà.
p. Ludovico Maria Centra O.S.A.
(1. continua)
Tratto da Eco di Maria