TOTUS TUUS

Messaggio del 25 Aprile 2008

«Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell´amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell´amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»

Chi sono

Blogger: ggraceffa
Nome: giovanni graceffa
Un uomo felice, benedetto dal Signore, con una vita felice, allietata da una fantastica moglie e un meraviglioso figlio, nato il mio stesso giorno di trenta anni dopo, ed una stupenda figlia che il Cielo ci ha da poco donato per completare la nostra gioia.

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venerdì, 25 gennaio 2008

I nuovi media, telefonia e internet in particolare, stanno modificando il volto stesso della comunicazione e, forse, è questa un'occasione preziosa per ridisegnarlo, per rendere meglio visibili, come ebbe a dire il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, i lineamenti essenziali e irrinunciabili della verità sulla persona umana.

Tratto dal Messaggio per la giornata mondiale delle comunicazioni di Papa Benedetto XVI
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 09:52 | link | commenti (1)
categorie: chiesa, benedetto xvi
mercoledì, 31 ottobre 2007

Buon Holywenn a tutti



ed ecco i miei santi

                                        
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 08:53 | link | commenti (4)
categorie: immagini, chiesa, religione, padre pio, storie di santi, santo protettore
lunedì, 30 aprile 2007

Come mai Mons. Bagnasco, da Presidente della Cei, fa tanta paura?

Vai a capire le menti malate.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 08:47 | link | commenti (25)
categorie: chiesa
venerdì, 20 aprile 2007

Viviamo veramente in un'isola felice noi cristiani e cattolici italiani. Possiamo liberamente professarci cristiani, andare in Chiesa senza essere iscritti a liste di proscrizione, parlare della nostra fede apertamente. Il massimo che ci può accadere e che ci postino qualche scurrile ed offensivo commento o che per strada se cammini con il Rosario in mano pregando qualcuno a labbra chiuse ti prenda per scemo o per pazzo. In fin dei conti è questo ciò che ci aveva promesso Gesù. Come a Lui anche a noi.
Non così in altre parti del mondo. In Iraq (dove qualcuno pensava di esportare la libertà) vogliono che vengano tolti i crocifissi dalle Chiese e guai a segnarsi con il segno della Croce in pubblico. Peggio in Turchia dove ti sgozzano come agnello sacrificale se produci pubblicazioni cristiane. Non meglio va nel Kashmir dove ti tagliano la testa se testimoni agli altri che in Cristo ai scoperto la vera Pace.
Da quelle parti è davvero difficile e coraggioso essere cristiani sono poche pecorelle in mezzo ad un branco di lupi. Eppure resistono pronti a dare anche la vita pur di non tradire Cristo.
Mi vengono in mente le immagini dei marinai inglesi catturati in Iran che gli han fatto dire tutto quello che volevano sotto la minaccia di morte, gente abituata a combattere gente dura.
Poveri cristiani inermi orientali sanno affrontare il massacro pur di testimoniare che Cristo è risorto, veramente.
Chissà se noi cristiani adulti occidentali ed opulenti sapremmo difendere la nostra fede quando un giorno ci fosse chiesto?
Cristo stesso si chiedeva "quando il Cristo tornerà sulla terra troverà la fede?", beh fin tanto che in oriente ci saranno martiri si, perchè il sangue dei martiri è seme di conversione.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 07:44 | link | commenti (1)
categorie: chiesa, informazione, cattolicesimo
giovedì, 29 marzo 2007

Quella promessa parola meditata da parte della Chiesa Italiana è arrivata.
Ed è anche una parola chiara che non lascia ombre a dubbi, così come furono chiare le parole di Cristo quando un giorno  disse ai suoi discepoli che la salvezza si otteneva mangiando la sua Carne e bevendo il suo Sangue. Ovviamente quel discorso scandalizzo molti dei discepoli e della folla che lo seguiva e si levarono mugugni, rimbrotti e defezioni. La risposta di Cristo non fu politicamente corretta ma anzi fu netta e tagliente "volete andarvene anche voi?".
Nessuno è obbligato a professarsi cristiano ne tanto meno cattolico ma se lo fa che almeno sia coerente con la strada che gli ha tracciato Cristo e la sua Chiesa.
Grazie Padri Vescovi per la scelta coraggiosa e netta.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 09:20 | link | commenti
categorie: chiesa, cattolicesimo
lunedì, 05 febbraio 2007

Don Andrea Santoro.

In ricordo ad un anno dal suo martirio in Turchia.
Upload del 6.2.06:

...Si parlava di Croce e lui non esitava a dire: "Spesso mi chiedo perché sono qui e allora mi viene in mente la frase di san Giovanni: "E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi".
Sono qui per abitare in mezzo a questa gente e permettere a Gesù di farlo prestandogli la mia carne.
In Medio Oriente Satana si accanisce per distruggere, con la memoria delle origini, la fedeltà ad esse.
Il Medio Oriente deve essere riabitato come fu abitato ieri da Gesù: con lunghi silenzi, con umiltà e semplicità di vita, con opere di fede, con miracoli di carità, con la limpidezza inerme della testimonianza, con il dono consapevole della vita".

Poi fece una lunga pausa.
Si tolse gli occhiali a mezza luna tenuti sulla punta del naso, lasciandoli penzolare al collo e con
ancor più serietà e pacatezza continuò parlando quasi tra sé: "Mi convinco alla fine che non si hanno due vie: c'è solo quella che porta alla luce passando per il buio, che porta alla vita facendo assaporare l'amaro della morte.
Si diventa capaci di salvezza solo offrendo la propria carne.
Il male del mondo va portato e il dolore va condiviso, assorbendolo nella propria carne fino in fondo come ha fatto Gesù".

[Don Andrea Santoro nel ricordo di Mariagrazia Zambon, missionaria ad Antiochia]

Queste parole di Don Andrea Santoro mi sono state lasciate come commento dalla cara cuoredipizza ho creduto che dovessero far parte integrante del post.
E mi sembra anche il modo migliore di rispondere ad un recente commento trovano nel post precedente.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 11:01 | link | commenti (5)
categorie: chiesa, storie di santi
mercoledì, 31 gennaio 2007

La santità non consiste nel non aver mai sbagliato, peccato. La santità cresce nella capacità di conversione, di pentimento, di disponibilità a ricominciare, e soprattutto nella capacità di riconciliazione e di perdono.



Benedetto XVI, 31 gennaio 2007
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 17:04 | link | commenti (2)
categorie: chiesa, papa
venerdì, 27 ottobre 2006

Dopo Verona. Come "restituire piena cittadinanza alla fede cristiana"

Papa Ratzinger e il suo vicario Ruini vedono nell'Italia "un terreno assai favorevole" per la rinascita pubblica del cristianesimo anche in Europa e nel mondo. Ma molti non accettano la loro visione. E l'arcivescovo di Milano, Tettamanzi, si è messo alla testa degli oppositori

di Sandro Magister

[...]

Forte del sigillo papale, la mattina dopo, venerdì 20 ottobre, un Ruini raggiante ha ripassato punto per punto le molte cose fatte nei suoi anni di presidente della CEI e le tante ancora da fare. A queste provvederà il successore, che sarà probabilmente un cardinale e forse il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia. La nomina spetta al papa.

Il primo degli esclusi, Tettamanzi, potrà sempre farsi forte di quel ceto cattolico di sentimenti “conciliari”, fatto di qualche vescovo, di molti preti e di tanti laici d’apparato, che a Verona era largamente presente e che ha tra i suoi maestri Scoppola, Bianchi e Melloni.

Ma la Chiesa di popolo su cui Benedetto XVI e Ruini hanno scommesso non è lì. Da teologo, Joseph Ratzinger diceva di voler difendere “la fede dei semplici”. I veri ratzingeriani, in Italia, sono tra i cattolici comuni, tra gli ascoltatori di Radio Maria, tra i sostenitori del Movimento per la Vita, tra i milioni di fedeli che vanno a messa la domenica e a questo papa non chiedono di tacere ma di parlare come sa.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 16:39 | link | commenti (12)
categorie: chiesa, papa, informazione, cattolicesimo
sabato, 21 ottobre 2006

Non pensiamo mai a quanto possano essere importanti le date negli avvenimenti della vita. Esse sono segni che alcune volte passano inosservate, eppure nel disegno Divino hanno il compito di farci capire che quell'evento era già nella volontà divina e si è verificato in quel preciso momento proprio per farcelo capire.
Ad esempio la firma ufficiale dell'atto di scioglimento dell'Urss fu posta il 25 dicembre, inutile ricordare che era il giorno di Natale, già prima la Duma lo aveva approvato è discusso l'8 dicembre, giorno in cui festeggiamo l'Immacolata Concezione di Maria, difficile non credere che Maria non ci abbia messo le sue mani.
L'8 di ottobre, mese dedicato a Maria e alla sua preghiera preferita il Rosario, Dio ha chiamato a se un suo servitore per molti poco conosciuto ma non per coloro che seguono il messaggio di Medjugorie di cui era grande amico e testimone. Sto parlando di Mons. Pavel Hnilica, intimo amico di Giovanni Paolo II.


Questo vescovo Slovacco fu in un certo senso l'artefice del crollo del comunismo sovietico e colui il quale suggeri al Papa di affidare il mondo alla Madonna del Rosario, cosa che il Pontefice fece l'8 ottobre 2003 ed ecco un'altra associazione di date.
Questa straordinaria persona fu anche colui che ebbe l'incarico dal Pontefice di recarsi a Medjugorje e verificare di persona cosa realmente stesse accadendo, e fu lui il depositario di quella straordinaria confidenza del Papa "Medjugorje è la continuazione e la relizzazione di Fatima".
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 10:38 | link | commenti (2)
categorie: immagini, chiesa, religione, informazione, cattolicesimo, storie di santi
giovedì, 19 ottobre 2006

Il convegno della Chiesa Cattolica Italiana, la mia Chiesa, è ormai entrato nel vivo, anche nel vivo delle polemiche (e ti pareva).

Mi piace però sottolineare un particolare che a me siciliano ed agrigentino da speranza. Ogni regione d'Italia doveva portare a Verona un "Testimone", cioè una persona che per i suoi meriti e la sua vita vissuata all'ombra della Croce poteva tesimoniare e rappresentare la vita di fede della propria regione e il clero siciliano ha scelto una figura a me molto cara Rosario Livatino. Uomo dalla fede profonda, magistrato integerrimo e martire della giustizia e di conseguenza della fede, come ebbe a dire Giovanni Paolo II ai suoi genitori.


Scelta più giusta la Chiesa siciliana, a mio avviso, non poteva fare.

Cliccando sul suo nome, qui nello stesso post, ne potete leggere una breve ma intensa biografia e qualche brano, da leggere assolutamente, di una delle sue pochissime conferenze.

Credo che anche Lui dal cielo sarà contento nel vedere che il suo barbaro assassinio sta portando frutto per la collettività siciliana.

Rosario dal tuo posto accanto a Cristo e alla Madonna prega per noi.