TOTUS TUUS

Messaggio del 25 Aprile 2008

«Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell´amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell´amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»

Chi sono

Blogger: ggraceffa
Nome: giovanni graceffa
Un uomo felice, benedetto dal Signore, con una vita felice, allietata da una fantastica moglie e un meraviglioso figlio, nato il mio stesso giorno di trenta anni dopo, ed una stupenda figlia che il Cielo ci ha da poco donato per completare la nostra gioia.

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mercoledì, 02 aprile 2008

A tre anni dal suo ritorno a Casa è ancora fortissimo per me il suo ricordo.

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Santo Padre oggi come allora tieni sempre stretta la mia mano nella tua come un padre tiene stretta la mano del suo bambino e guidami sulla strada che Tu hai percorso a Gesù per Maria. Totus Tuus
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 07:28 | link | commenti (2)
categorie: papa, gpii
lunedì, 07 gennaio 2008

Sono rimasto davvero colpito nel trovarmi davanti, poco fa, questo camion sullo scorrimento veloce per Agrigento.
Questo autista deve essere veramente devoto dal Santo Padre Giovanni Paolo II, tanto da portarlo con se sulle strade d'Italia. Non ho potuto fare a meno di fotografarlo con il telefonino (ma andavamo davvero piano).


Giovanni Paolo II
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 15:03 | link | commenti (5)
categorie: gpii
lunedì, 02 aprile 2007

Il giorno che incontrai Giovanni Paolo II indossavo la divisa militare della S.A.C.A. di Sabaudia. Il cappellano militare organizzò di far ricevere la Scuola dentro la Sala Nervi, ricordo ancora l'immensità di quella sala. Allora non pensavo che quell'Uomo avrebbe così tanto influenzato la mia vita. Non pensavo che proprio io potessi arrivare a stringergli la mano quel giorno.
Da Incontro con ...

Mi emoziona ancora oggi quel ricordo. Come mi emoziona ancora oggi il ricordo di quella sera di due anni fà davanti alla televisione quando ci venne dato il triste annuncio che il Papa aveva raggiunto il Cielo e le lacrime cominciarono a scendere sulle mie guance.

Ma la tristezza lascia il posto al giubilo perchè oggi ho un grande intercessore in Cielo un grande Santo dei nostri giorni che ci aiuta nel cammino di questa vita terrena verso il Cielo.
Caro Papa sarai sempre nel mio cuore.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 11:55 | link | commenti (5)
categorie: papa, gpii
mercoledì, 28 marzo 2007


«Io, miracolata da Wojtyla»
di Andrea Tornielli

«Avevo il Parkinson, tremavo, non riuscivo neanche a stare in piedi. Ora sono guarita». È commosso il racconto della giovane suora francese, in servizio nel reparto maternità di un ospedale in una cittadina vicino a Lione. La quarantacinquenne religiosa - la cui identità sarà resa nota ufficialmente alla vigilia della chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione di Wojtyla, domenica prossima - così descrive ciò che le è capitato. Il primo caso di guarigione dal Parkinson avvenuta per intercessione di un candidato agli altari. Una guarigione dalla stessa malattia che ha minato il fisico robusto del Papa polacco.
«Avevo il Parkinson - ha dichiarato la suora, la cui testimonianza è stata pubblicata sulla rivista Totus tuus della Postulazione della causa di Giovanni Paolo II - diagnosticato a giugno 2001. Il morbo aveva colpito tutta la parte sinistra del corpo, causandomi serie difficoltà, essendo io mancina. Dopo tre anni, ad una fase iniziale lentamente progressiva della malattia, è seguito l’aggravarsi dei sintomi: accentuazione dei tremiti, rigidità, dolori, insonnia...».
«Dal 2 aprile 2005 - continua la religiosa - ho iniziato a peggiorare di settimana in settimana, deperivo di giorno in giorno, non riuscivo più a scrivere o se tentavo di farlo, ciò che scrivevo era difficilmente leggibile. Non riuscivo più a guidare la macchina salvo per percorsi molto brevi, perché la mia gamba sinistra, a volte, si bloccava anche a lungo e la rigidità non avrebbe reso facile la guida. Per svolgere il mio lavoro, in ambito ospedaliero, inoltre, avevo sempre più bisogno di tempo. Ero totalmente esaurita».
«Dopo la diagnosi - afferma la suora - mi era difficile vedere Giovanni Paolo II in televisione. Mi sentivo, però, molto vicina a lui nella preghiera e sapevo che poteva capire quello che vivevo. Ne ammiravo anche la forza e il coraggio che mi stimolavano a non arrendermi e ad amare questa sofferenza. Solo l’amore avrebbe dato senso a tutto questo. Era una quotidiana lotta, ma il mio unico desiderio era di viverla nella fede e di aderire con amore alla volontà del Padre». È la Pasqua del 2005 e la religiosa malata desidera vedere il Papa in Tv «perché sapevo, nel mio intimo, che sarebbe stata l’ultima volta che avrei potuto farlo. Era tutta la mattina che mi preparavo a quell’“incontro” (lui mi richiamava a quello che io sarei stata tra qualche anno). Era dura per me, essendo giovane... Un imprevisto nel servizio, però, non mi permise di vederlo». La sera del 2 aprile Karol Wojtyla muore. «All’annuncio del decesso di Giovanni Paolo II mi è caduto il mondo addosso, avevo perso l’amico che mi capiva e mi dava la forza di tirare avanti».
Pochi giorni dopo la sua elezione, Benedetto XVI concede il nulla osta per far iniziare in anticipo il processo di beatificazione del predecessore. «Le consorelle di tutte le comunità francesi e africane chiedono l’intercessione di Giovanni Paolo II per la mia guarigione...». Il 1° giugno la suora si aggrava: «Non ne posso più! Devo lottare per tenermi in piedi e camminare. Il 2 giugno, di pomeriggio, vado a trovare la mia superiora per chiederle di esonerarmi dall’attività lavorativa. Lei mi chiede di resistere ancora un po’ e aggiunge: “Giovanni Paolo II non ha ancora detto la sua ultima parola”».
Poi, la superiora allunga una stilografica e chiede alla consorella di scrivere «Giovanni Paolo II»: sono le ore 17.00. «A stento scrivo il nome del Papa. Davanti alla calligrafia illeggibile rimaniamo a lungo in silenzio...». Poi quella sera, dopo la preghiera, la suora alle 21, sente il desiderio di scrivere nuovamente. «Era come se qualcuno mi dicesse: “Prendi la tua stilografica e scrivi”... sono le 21.30/21.45. La calligrafia è chiaramente leggibile: sorprendente! Mi stendo sul letto, stupita... Mi sveglio alle 4.30, sorpresa di essere riuscita a dormire. Mi alzo improvvisamente dal letto: il mio corpo non è più indolenzito, nessuna rigidità e interiormente non sono più la stessa». Il giorno dopo la donna ha la certezza di essere guarita e smette di prendere le medicine. Il Parkinson è miracolosamente svanito.
Andrea Tornielli

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 07:35 | link | commenti (4)
categorie: papa, gpii