TOTUS TUUS

Messaggio del 25 Giugno 2008

«Cari figli, anche oggi con grande gioia nel mio cuore vi invito a seguirmi e ad ascoltare i miei messaggi. Siate gioiosi portatori della pace e dell’amore in questo mondo senza pace. Io sono con voi e vi benedico tutti con mio Figlio Gesù Re della pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»

Chi sono

Blogger: ggraceffa
Nome: giovanni graceffa
Un uomo felice, benedetto dal Signore, con una vita felice, allietata da una fantastica moglie e un meraviglioso figlio, nato il mio stesso giorno di trenta anni dopo, ed una stupenda figlia che il Cielo ci ha da poco donato per completare la nostra gioia.

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lunedì, 07 aprile 2008

Miracolo Eucaristico di Ivorra

Ivorra è una città della Spagna nord-orientale, quasi a ridosso dei Pirenei. Qui, nel 1010, si manifestò un miracolo eucaristico. Era il tempo in cui il catarismo si diffondeva quasi a macchia d’olio e proprio nella fascia che comprendeva il Sud della Francia e il Nord di Spagna e Italia. Questo credo neo-manicheo riteneva che un dio buono avesse creato le anime, mentre la materia era opera di uno malvagio. Dunque, tra le tante cose che negava c’era la Presenza Reale, cioè il fatto che il Corpo e il Sangue di Cristo potessero diventare pane e vino. Essendo, insomma, tale questione al centro del dibattito a quel tempo, anche a qualche prete cominciarono a venire i dubbi. Fu il caso di don Bernat Oliver, che fu assalito dall’atroce dilemma proprio mentre consacrava il vino per la messa. In quel preciso istante il vino divenne sangue e traboccò dal calice, riversandosi sulla tovaglia dell’altare e scendendo fino al pavimento. Fu avvisato immediatamente il vescovo di Urgell, s. Ermengol, che si precipitò a Ivorra per interrogare i testimoni oculari ed esaminare la tovaglia macchiata. L’inchiesta da lui promossa appurò la veridicità del miracolo e di ciò fu fatto rapporto al papa Sergio IV, il quale emanò una Bolla apposita. Nel 1055 la chiesa del miracolo, intitolata a s. Cugat, fu ampliata dal vescovo di Urgell, Guillem, e la prodigiosa reliquia, con i documenti relativi, venne inserita sotto l'altare maggiore. Nel 1663 la chiesa divenne l'attuale santuario. Ancora oggi, la seconda domenica di Pasqua, Ivorra festeggia la «Santa Duda», il Santo Dubbio di un antico prete.

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pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 15:02 | link | commenti (5)
categorie: miracoli eucaristici
lunedì, 19 novembre 2007

Temporaneamente chiuso.

Sto partendo per San Giovanni Rotondo, per gli esercizi spirituali.

A Dio piacendo Sabato sarò di ritorno, buona e santa settimana a tutti coloro che si troveranno a passare da queste parti, sarà gradita anche un'Ave Maria.

Lascio un pensiero dagli scritti della Beata Suor Elisabetta della Trinità, carmelitana:

"L'Eucarestia è il colmo dell'amore divino. Qui Gesù non ci dà solo i suoi meriti e i suoi dolori, ma tutto se stesso. Solo un Dio poteva concepire una cosa simile, una così intima unione. Dopo la Comunione, Gesù e l'anima non formano più che una cosa sola, si fondono insieme come due pezzi di cera."
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 08:56 | link | commenti (7)
categorie: pensieri, miracoli eucaristici
lunedì, 21 maggio 2007

Miracolo di Bergen

La città olandese di Bergen opZoom sorge alla foce della Schelda e il suo nome starebbe a significare proprio «borgata sull’orlo» o qualcosa del genere. Il miracolo eucaristico di cui facciamo menzione oggi ebbe inizio da un episodio accaduto la domenica precedente la festa di Pentecoste del 1421. Nella chiesa cittadina dedicata ai santi Pietro e Paolo il sacerdote si era messo in testa che la Presenza Reale di Cristo nell’ostia consacrata fosse un puro simbolo ma niente di concreto. Così, dopo aver celebrato la messa, raccolse le ostie consacrate rimaste e se ne sbarazzò gettandole in uno dei tanti canali che solcavano la città. Passò un intero anno e un giorno alcuni pescatori videro delle ostie intrise di sangue coagulato galleggiare sull’acqua di quel canale. La notizia si sparse in un baleno e fu aperta un’inchiesta. Venne appurato che le ostie, prodigiosamente intatte, erano quelle di cui il prete dei SS. Pietro e Paolo si era liberato l’anno prima. I pellegrini affluirono da ogni dove e il vescovo, visti gli atti della commissione canonica, autorizzò il culto. La devozione al miracolo eucaristico di Bergen venne proibita con la rivoluzione protestante,mai cattolici olandesi continuarono la loro venerazione in sordina. Scrive Sergio Meloni nel suo I miracoli eucaristici e la radici cristiane dell'Europa (Edizioni Studio Domenicano)che solo nel XX secolo il culto delle ostie miracolose di Bergen venne apertamente ripristinato. (...)

www.rinocammilleri.it
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 08:03 | link | commenti (1)
categorie: miracoli eucaristici
martedì, 17 aprile 2007

Nelle ultime pagine de "Il Giornale" Rino Cammilleri, cura una rubrichetta intitolata il Santo del giorno. Ogni tanto invece di parlare di Santi ci racconta qualche Miracolo Eucaristico. Sono "fatti" che la Chiesa ha documentato e direi anche certificato. "Fatti" che mi confermano ciò in cui credo (se ne avessi di bisogno). Mi piace riportarli anche per semplicità di ricerca basta fare clic sull'apposito tag e se ne trovano alcuni altri.

Il Miracolo di Trani

A Trani, in provincia di Bari, il Sabato Santo dell’anno Mille si verificò il cosiddetto «miracolo dell’ostia fritta». Scrive Sergio Meloni nel suo "Andare per miracoli eucaristici" (Ed. Segno) che una ebrea locale, messasi d’accordo con una cristiana, riuscì a procurarsi un’ostia consacrata. La sua complice l’aveva furtivamente sottratta alla chiesa di Sant’Andrea, e si trattava proprio dell’«ostia magna»,quella più grande che il sacerdote riserva a sé prima di distribuire ai fedeli le ostie più piccole. Appena rimase sola, colei che aveva commissionato il furto mise al fuoco una padella piena di olio e, quando il liquido diventò bollente, vi gettò dentro l’ostia. Chissà quale sortilegio o maleficio aveva in mente la fattucchiera. Tuttavia, l’ostia divenne immediatamente carne e sangue; anzi, quest’ultimo era così abbondante che si riversò fuori dal recipiente e andò a sfrigolare sulle fiamme. La donna, terrorizzata, cominciò a urlare e, dal momento che c’era la finestra aperta, dalla strada sentirono le sue grida. La gente subito accorse e furono in tanti a vedere (e poi a testimoniare) quel che era successo. La carne eucaristica venne portata solennemente in processione alla chiesa da cui era stata sottratta e ancora oggi la si può vedere in un reliquiario. La casa in cui avvenne il sacrilegio fu trasformata in chiesa e intitolata al SS. Salvatore. Fino a qualche tempo fa il miracolo era commemorato con una processione a piedi scalzi. In una recente mostra sui miracoli eucaristici il pannello dell’«ostia fritta» è stato rimosso per non offendere i «fratelli maggiori».

 www.rinocammilleri.it
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 15:56 | link | commenti (2)
categorie: miracoli eucaristici
martedì, 07 novembre 2006

Cari figli! Oggi v'invito ad innamorarvi del Santissimo Sacramento dell'altare.

Adoratelo, figlioli, nelle vostre parrocchie e così sarete uniti con tutto il mondo.

Gesù vi diventerà amico e non parlerete di Lui come di qualcuno che appena conoscete.

L'unità con Lui sarà per voi gioia e diventerete testimoni dell'amore di Gesù,

che ha per ogni creatura. Figlioli quando adorate Gesù siete vicini anche a me.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata! (25 settembre 1995)

 

 

 

 

Ricordiamo come Cristo è entrato nella vita dei Suoi discepoli mentre essi si stavano dirigendo verso Emmaus (Lc 24,13-35).


Camminavano pieni di tristezza, carichi di sofferenza mentre ritornavano a casa. Gesù li ha raggiunti e si è fatto loro compagno di viaggio.
Essi Gli hanno parlato con parole piene di sconforto. Lui ha incominciato ad insegnare loro e, iniziando da Mosè e dai Profeti, ha spiegato loro cosa dicevano le Scritture su di Lui. I due Lo ascoltavano con il cuore aperto e sentivano qualcosa che non potevano spiegare: una Presenza, un ardore, una emozione...

 

Il loro cuore ardeva mentre camminavano in compagnia di Gesù.

E hanno ricevuto la grazia per credere!

Quando sono arrivati a casa, hanno invitato Gesù ad entrare, a cenare, a dormire: "Resta con noi perché si fa sera"... Gesù ha accettato. Si è seduto a tavola, ha benedetto il pane, lo ha spezzato e lo ha spartito. In quell'istante, si sono aperti i loro occhi e Lo hanno riconosciuto: "E' Lui! E' Lui!". Il loro cuore è diventato pieno di luce, di gioia... I loro occhi si sono aperti! Sì, Lo avevano riconosciuto! Non a caso, il loro cuore ardeva mentre gli spiegava i passi della Scrittura, lungo il cammino.

 

Nella Chiesa vi sono due riferimenti sicuri per incontrare il Signore: la Parola e l'Eucaristia. Sono due fonti inesauribili.

 

La Madonna ha parlato spesso dell'Eucaristia, facendo riferimento alla nostra generazione. Non posso dimenticare le lacrime della Madonna quando ci ha parlato per la prima volta dell'Eucaristia:

 

"Cari figli, come è possibile che non sapete vivere l'Eucaristia?... Se non vivete l'Eucaristia, non posso aiutarvi".

 

Carissimi fratelli, che la vostra vita sia l'Eucaristia e che l'Eucaristia sia la vostra vita!
Tutte le Chiese che si definiscono cristiane e che hanno negato la Madonna, hanno negato anche la Presenza reale di Gesù nell'Eucaristia. Si, dove la Vergine Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa, è stata rifiutata, sono stati rifiutati anche l'Eucaristia ed il sacerdozio!

 

"Anche questa sera, cari figli, vi sono particolarmente riconoscente per essere venuti quì. Adorate senza interruzione il Santissimo Sacramento dell'altare. Io sono sempre presente quando i fedeli sono in adorazione. In quel momento si ottengono grazie particolari. Messaggio del 15 marzo 1984"

 

 

Un ragazzo di Washington ebbe un gravissimo incidente con la macchina e divenne infermo. Suo padre, vescovo anglicano della Chiesa Battista e guida spirituale del Presidente Clinton, è un uomo molto devoto. Decise di venire a Medjugoije con sua moglie e pregare per la guarigione del figlio. E fece un voto alla Madonna: "Tutti mi hanno detto che appari in questo luogo. Io sono venuto qui per chiederTi aiuto, per affidarTi la guarigione di mio figlio".

Ricevettero la grazia desiderata ed il figlio fu guarito completamente. Quando andai in America, egli mi mostrò la sua grande cappella dove possono stare cinquemila persone. E mi disse:
"Io so cosa stai cercando nella mia chiesa... disgraziatamente, non ce l'abbiamo! ... Noi non abbiamo l'Eucaristia, però dal giorno del mio pellegrinaggio a Medjugorje sento che molto presto tornerò alla Chiesa dove c'è l'Eucaristia".

L'anno scorso, otto sacerdoti anglicani che hanno pellegrinato a Medjugorje, sono passati al cattolicesimo. Avevano un unico desiderio, dopo aver incontrato la Madre del Signore: avevano bisogno di incontrare l'Eucaristia.

 

L'Eucaristia è il cuore, il fondamento della nostra Chiesa cattolica, la sorgente da dove nasce la vita per i membri del Corpo mistico di Cristo.

 

Tutti possono lodare il Signore, tutti possono elevare inni, ma non tutti hanno ricevuto l'educazione nella fede come noi per conoscere che Cristo si è sacrificato come "l'Emmanuele". Non tutti hanno ricevuto la tradizione per celebrare il Mistero della Fede. Non tutti hanno ricevuto la fede nel Santissimo Sacramento.
Il peccato ha separato l'uomo da Dio, l'uomo dall'uomo e, conseguentemente l'uomo si è diviso e disperso.

 

L'Eucaristia è il sacramento dell'unità attraverso cui si riceve la grazia di rimanere uniti.

 

I Padri della Chiesa lo hanno insegnato fin dall'inizio. In quel bell'inno contenuto nella Didachè si cantava: "Come i granelli di frumento, sparsi per la collina, sono riusciti a formare un unico pane, così i fedeli della Chiesa, sparsi in tutto il mondo, formeranno un solo corpo".

Nell'Eucaristia, siamo uniti nel Corpo mistico di Cristo che è la Chiesa.
La
stessa cosa detta per il pane può essere detta per il vino dell'offerta. Non è stato ottenuto con un solo chicco di uva, ma sono tanti e tanti i chicchi di uva pigiati insieme.
Così, ricevendo l'Eucaristia non solo ci uniamo a Cristo -dimensione verticale-, ma restiamo uniti anche agli altri fedeli -dimensione orizzontale-, formando un solo vino, un solo pane, una sola Chiesa, un solo ed unico Corpo.

 

 

 

 

Padre Jozo Zovko

tratto da "Ecco tua Madre"

 

www.innamoratidimaria.it

martedì, 11 luglio 2006

In queste ultime ore il web italiano, e non solo, e pieno di immagini della coppa del mondo al quale l'italiano guarda con grande senso di soddisfazione e di orgoglio.
Ma quanto durerà questo felicità questo senso di appagamento che tutti abbiamo vissuto?
Per alcuni, me compreso che non sono un grande appassionato di calcio, fino a ieri sera quando l'ultima discussione sulla partita si è esaurita con gli amici, per altri qualche settimana, per alcuni pochi circa 4 anni fino al prossimo mondiale.
L'effimero.
Domenica invece ho scoperto una coppa, anzi la Coppa, che soddisfa la mia felicità in eterno. Si proprio così in eterno. E' la Coppa che contenne il vino che Gesù nella sua Ultima Cena transustanzio nel suo Prezziosissimo Sangue.
Non è d'oro ma ha guardarla ci vedo l'Infinito, l'Eternità.
In essa domenica a Valencia, in terra di Spagna, in terra, lasciatemelo dire,  Aragonese, il Papa Benedetto XIV ha rinnovato quel grande Mistero cardine della mia fede, "Egli prese questo calice tra le sue mani lo alzò e disse ..." queste le sue parole suggestive e piene di significato. Un significato Eterno.
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categorie: pensieri, immagini, religione, papa, cattolicesimo, miracoli eucaristici
lunedì, 19 giugno 2006

Dall'Angelus di Domenica 18 giugno 2006:

«Portando l’Eucaristia nelle strade e nelle piazze, vogliamo immergere il Pane disceso dal cielo nella quotidianità della nostra vita; vogliamo che Gesù cammini dove camminiamo noi, viva dove viviamo noi. Il nostro mondo, le nostre esistenze devono diventare il suo tempio

È stata una Domenica indimenticabile quella trascorsa ieri. Scelto da Cristo a stargli vicino. Infatti sono stato chiamato a reggere il baldacchino sul Corpus Domini. Per me un grandissimo privilegio. Del quale ringrazio il mio Signore. Al quale si aggiunge la gioia di avere nella processione Filippo con la sua candida tunichetta della Prima Comunione ricevuta la Domenica prima.
Il Signore continua a rivelarsi nella vita mia e della mia famiglia in maniera mirabile.




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categorie: immagini, chiesa, religione, spiritualità, cattolicesimo, miracoli eucaristici
venerdì, 16 giugno 2006

IL MIRACOLO EUCARISTICO DI RIMINI

Comesi può leggere più dettagliatamente nel mio libro «Io e il diavolo»
(Mondadori) si tratta di un miracolo eucaristico riguardante s. Antonio di
Padova. Rimini era un epicentro cataro e proprio per questo i francescani vi
mandarono il loro predicatore migliore, Antonio. I catari sostenevano che il
Creato, la materia fosse opera di un dio malvagio, perciò negavano
l'Incarnazione e, a maggior ragione, l'Eucarestia. Il capo dei catari riminesi
sfidò dunque s. Antonio a un'ordalia singolare: avrebbe tenuto la sua mula
digiuna per tre giorni, poi la si sarebbe lasciata libera di scegliere tra un
secchio d'avena e l'Ostia che il santo avrebbe tenuto in mano davanti ad
essa. Correva l'anno 1227 e il giorno fissato, nella piazza ove oggi sorge a
ricordo del fatto un tempietto, si presentò s. Antonio, rivestito coi sacri
paramenti e l'ostensorio in mano. L'immensa folla che si era radunata si aprì
per lasciar passare l'eretico e la sua mula. Poi, posto per terra un secchio di
biada, l'animale fu mandato libero. La mula si avvicinò al foraggio, l'annusò
ma poi si girò e si diresse verso il santo. Giunta davanti a lui, piegò le zampe
di fronte all'ostensorio e si inginocchiò. Grandissima fu l'impressione nel
popolo. E anche nel caporione cataro, che si chiamava Bononillo. Questi,
preso atto del miracolo, rigettò il suo credo e ritornò al cattolicesimo
ortodosso. Il luogo era detto «piazza grande» o «piazza del foro» o «del
mercato», e oggi si chiama Piazza Tre Martiri. Bononillo aveva voluto una
prova che nell'ostia ci fosse davvero il Corpo di Cristo e l'aveva ottenuta.

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pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 16:00 | link | commenti
categorie: religione, cattolicesimo, miracoli eucaristici
venerdì, 09 giugno 2006

Miracolo di Liegi

Non si tratta di un miracolo eucaristico vero eproprio, bensì di tutto quello
che, miracoli compresi, condusse all’istituzione della festa del Corpus Domini.
Scrive Sergio Meloni in "Andare per miracoli eucaristici" (Segno) che tutto
iniziò con s. Giuliana di Liegi, nata a Retinne verso il 1192. Rimaste orfane, lei
e la sorella vennero affidate al monastero di Cornillon, nel quale trovarono la
loro vocazione. Giuliana, favorita da doni mistici, ebbe per anni una singolare
visione: la luna, con sopra l’immagine di Cristo mancante di una parte. Le fu
soprannaturalmente rivelato che occorreva istituire una grande ricorrenza.
Giuliana chiese consiglio alla consorella Isabella di Euy, anch’ella dotata di
carismi mistici. Dopo un anno di preghiere, quest’ultima sciolse l’enigma.
Furono messi a parte della cosa i teologi Giovanni di Losanna e Roberto Trote;
questi riuscirono a far celebrare la festa del Corpus Domini nella diocesi di
Liegi il 5 giugno 1247. Fu la prima. Ma proprio l’insistenza su questa devozione
cagionò a Giuliana una serie di opposizioni, ostacoli, calunnie. Giudicata una
pericolosa visionaria, dovette cambiare aria più volte. Morì nel 1258 nel
monastero di Fosses, presso Namur. Ma le cose ormai procedevano per conto
proprio. Uno dei confessori della santa a Liegi era il canonico Jacques
Pantaléon, originario di Troyes. Questi divenne patriarca di Gerusalemme e nel
1261 fu eletto papa col nome di Urbano IV, succedendo ad Alessandro IV. Il
nuovo pontefice riabilitò la santa e a partire dal 1265 estese la festa del
Corpus Domini a tutta la cristianità.

www.rinocammilleri.it
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 12:18 | link | commenti (2)
categorie: chiesa, religione, cattolicesimo, miracoli eucaristici
lunedì, 05 giugno 2006

Il Miracolo Eucaristico di Les Ulmes

La chiesa parrocchiale di Les Ulmes sorge a circa dieci chilometri da
Saumur, in Francia. In questa chiesetta il 2 giugno del 1668 il sacerdote
Nicolas Nézan espose il SS. Sacramento per l’adorazione eucaristica. Dopo i
consueti rituali, verso la fine della cerimonia il celebrante stava aspergendo
d’incenso l’ostensorio. Quando i fumi dell’incenso si furono diradati, tutti gli
astanti poterono vedere che sull’ostia esposta sull’altare era comparso il
volto di Cristo. Il fenomeno durò più di quindici minuti, così che non vi potè
essere alcun dubbio da parte di quelli che l’avevano visto. Il parroco dovette
relazionare al suo vescovo, Henry Arnauld, che dal canto suo istituì una
commissione d’inchiesta. Quest’ultima, avvalendosi di consulenti medici e
oculisti, vagliò tutte le testimonianze e decretò che i fatti si erano
effettivamente verificati. Così, fu concesso il culto e l’anniversario del
miracolo venne solennemente celebrato ogni anno fino alla Rivoluzione
giacobina. Il Congresso eucaristico internazionale del 1901 si svolse proprio
nella chiesa di Les Ulmes.

Rino Camilleri
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 08:29 | link | commenti
categorie: chiesa, religione, cattolicesimo, miracoli eucaristici