TOTUS TUUS

Messaggio del 25 Aprile 2008

«Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell´amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell´amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»

Chi sono

Blogger: ggraceffa
Nome: giovanni graceffa
Un uomo felice, benedetto dal Signore, con una vita felice, allietata da una fantastica moglie e un meraviglioso figlio, nato il mio stesso giorno di trenta anni dopo, ed una stupenda figlia che il Cielo ci ha da poco donato per completare la nostra gioia.

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martedì, 06 maggio 2008

Il Papa all'inizio del mese mariano nella basilica di Santa Maria Maggiore

Con il Rosario si mette
Cristo al centro della nostra vita


"Il Rosario sta conoscendo quasi una nuova primavera. Questo è senz'altro uno dei segni più eloquenti dell'amore che le giovani generazioni nutrono per Gesù e per la Madre sua Maria". È quanto ha affermato Benedetto XVI nel discorso pronunciato al termine della recita del rosario nella basilica Papale Liberiana di Santa Maria Maggiore, sabato pomeriggio 3 maggio.


Cari fratelli e sorelle,
al termine di questo momento di preghiera mariana, desidero rivolgere a tutti voi il mio cordiale saluto e ringraziarvi per la vostra partecipazione. Saluto in particolare il Cardinale Bernard Francis Law, Arciprete di questa stupenda Basilica di Santa Maria Maggiore. Questo è, in Roma, il tempio mariano per eccellenza, in cui il popolo della Città venera con grande affetto l'icona di Maria Salus Populi Romani. Ho accolto volentieri l'invito che mi è stato rivolto nel primo sabato del mese di maggio, a guidare il santo Rosario, secondo la bella tradizione che ho vissuto fin dalla mia infanzia. Nell'esperienza della mia generazione, infatti, le sere di maggio rievocano dolci ricordi legati agli appuntamenti vespertini per rendere omaggio alla Madonna. Come, infatti, dimenticare la preghiera del Rosario in parrocchia oppure nei cortili delle case e nelle contrade dei paesi?
Oggi insieme confermiamo che il santo Rosario non è una pia pratica relegata al passato, come preghiera di altri tempi a cui pensare con nostalgia. Il Rosario sta invece conoscendo quasi una nuova primavera. Questo è senz'altro uno dei segni più eloquenti dell'amore che le giovani generazioni nutrono per Gesù e per la Madre sua Maria. Nel mondo attuale così dispersivo, questa preghiera aiuta a porre Cristo al centro, come faceva la Vergine, che meditava interiormente tutto ciò che si diceva del suo Figlio, e poi quello che Egli faceva e diceva. Quando si recita il Rosario si rivivono i momenti importanti e significativi della storia della salvezza; si ripercorrono le varie tappe della missione di Cristo. Con Maria si orienta il cuore al mistero di Gesù. Si mette Cristo al centro della nostra vita, del nostro tempo, delle nostre città, mediante la contemplazione e la meditazione dei suoi santi misteri di gioia, di luce, di dolore e di gloria. Ci aiuti Maria ad accogliere in noi la grazia che promana da questi misteri, affinché attraverso di noi possa "irrigare" la società, a partire dalle relazioni quotidiane, e purificarla da tante forze negative aprendola alla novità di Dio. Il Rosario, quando è pregato in modo autentico, non meccanico e superficiale ma profondo, reca infatti pace e riconciliazione. Contiene in sé la potenza risanatrice del Nome santissimo di Gesù, invocato con fede e con amore al centro di ogni Ave Maria.
Cari fratelli e sorelle, ringraziamo Dio che ci ha concesso di vivere questa sera un'ora così bella di grazia, e nelle prossime sere di questo mese mariano, anche se saremo distanti, ciascuno nelle proprie famiglie e comunità, sentiamoci ugualmente vicini e uniti nella preghiera. Specialmente in questi giorni che ci preparano alla solennità della Pentecoste restiamo uniti con Maria invocando per la Chiesa una rinnovata effusione dello Spirito Santo. Come alle origini, Maria Santissima aiuti i fedeli di ogni comunità cristiana a formare un cuore solo e un'anima sola. Vi affido le intenzioni più urgenti del mio ministero, le necessità della Chiesa, i grandi problemi dell'umanità:  la pace nel mondo, l'unità dei cristiani, il dialogo fra tutte le culture. E pensando a Roma e all'Italia vi invito a pregare per gli obiettivi pastorali della Diocesi, e per lo sviluppo solidale di questo amato Paese. [ ... ]. A tutti voi qui convenuti e a quanti si sono uniti a noi mediante la radio e la televisione, in particolare ai malati e agli infermi, imparto di cuore la Benedizione Apostolica.



(©L'Osservatore Romano - 5-6 maggio 2008)
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 14:15 | link | commenti (1)
categorie: papa, santo rosario, preghiera, benedetto xvi
mercoledì, 02 aprile 2008

A tre anni dal suo ritorno a Casa è ancora fortissimo per me il suo ricordo.

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Santo Padre oggi come allora tieni sempre stretta la mia mano nella tua come un padre tiene stretta la mano del suo bambino e guidami sulla strada che Tu hai percorso a Gesù per Maria. Totus Tuus
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 07:28 | link | commenti (2)
categorie: papa, gpii
martedì, 08 gennaio 2008

Il nostro amato Papa in un discorso pienamente No global e pensare che sono in molti proprio da questo ambiente ad attaccarlo, chissà cosa avranno da dire adesso.

Con Gesù Cristo la benedizione di Abramo si è estesa a tutti i popoli, alla Chiesa universale come nuovo Israele che accoglie nel suo seno l’intera umanità. Anche oggi, tuttavia, resta vero quanto diceva il profeta: “nebbia fitta avvolge le nazioni”. Non si può dire infatti che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt’altro. I conflitti per la supremazia economica e l’accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale. C’è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti.
“Questa grande speranza – ho scritto nell’Enciclica Spe salvi – può essere solo Dio … non un qualsiasi dio, ma quel Dio che possiede un volto umano” (n. 31): il Dio che si è manifestato nel Bambino di Betlemme e nel Crocifisso-Risorto.

Dalla Omelia del Santo Padre del 6 gennaio 2008.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 12:56 | link | commenti (6)
categorie: papa, benedetto xvi
giovedì, 15 novembre 2007

Una frase molto bella e che mi ha colpito dell'ultima catechesi di Papa Benedetto XVI, che riferendosi a San Girolamo cosi dice:

Leggere la Scrittura è conversare con Dio: «Se preghi, - egli scrive a una nobile giovinetta di Roma - tu parli con lo Sposo; se leggi, è Lui che ti parla» (Ep. 22,25)
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 14:50 | link | commenti (3)
categorie: papa, benedetto xvi
lunedì, 05 novembre 2007

Dall'Angelus dell'1 novembre 07 festività di tutti i Santi

Al centro dell’assemblea dei Santi, risplende la Vergine Maria, "umile ed alta più che creatura" (Dante, Paradiso, XXXIII, 2). Ponendo la nostra mano nella sua, ci sentiamo animati a camminare con più slancio sulla via della santità. A Lei affidiamo il nostro impegno quotidiano e La preghiamo oggi anche per i nostri cari defunti, nell’intima speranza di ritrovarci un giorno tutti insieme, nella comunione gloriosa dei Santi.

Ho sottolineato alcune parole del Papa. In molte occasioni, e lo anche scritto in qualche post, ho avuto l'impressione che il Papa e la Madonna siano in sintonia perfetta e come potrebbe essere diversamente. Anche stavolta le parole dette all'Angelus riecheggiano perfettamente le parole di Maria nel messaggio del 2 luglio 07.
Sempre più sono convinto che anche questo Papa sia un Papa "Totus Tuus".
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 10:07 | link | commenti (1)
categorie: papa, medjugorje, benedetto xvi, messaggio da medjugorie
lunedì, 23 luglio 2007

Il Papa Benedetto XVI, dai monti del Cadore teatro tra il 1915 e il 1917 di quella che Benedetto XV definì "l'inutile strage", innalza una "speciale preghiera per la pace nel mondo, affidandola a Maria Santissima Regina della Pace".

Regina della Pace è proprio il titolo con il quale la Vergine Maria si è presentata ai 6 veggenti di Medjugorje ed ancora oggi la richiesta di preghiera che Maria ci rivolge frequentemente nei Messaggi che ci dona tramite Medjugorje.
Sarà che il mio pensiero è sempre rivoltò lì, ma vedo un chiaro riferimento del Papa a quelle apparizioni. E non solo questa vacanza del Papa mi sembra molto medjugorjana infatti la Radio Vaticana in un suo reportage ci informava di come qualche giorno fa Benedetto XVI in una delle sue passeggiate si fosse fermato a pregare il Rosario in una cappella che custodisce una statua della Madonna di Medjugorje che ha una strana storia e cioè prima rubata e poi riconsegnata dallo stesso ladro.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 17:49 | link | commenti
categorie: papa, benedetto xvi
lunedì, 02 aprile 2007

Il giorno che incontrai Giovanni Paolo II indossavo la divisa militare della S.A.C.A. di Sabaudia. Il cappellano militare organizzò di far ricevere la Scuola dentro la Sala Nervi, ricordo ancora l'immensità di quella sala. Allora non pensavo che quell'Uomo avrebbe così tanto influenzato la mia vita. Non pensavo che proprio io potessi arrivare a stringergli la mano quel giorno.
Da Incontro con ...

Mi emoziona ancora oggi quel ricordo. Come mi emoziona ancora oggi il ricordo di quella sera di due anni fà davanti alla televisione quando ci venne dato il triste annuncio che il Papa aveva raggiunto il Cielo e le lacrime cominciarono a scendere sulle mie guance.

Ma la tristezza lascia il posto al giubilo perchè oggi ho un grande intercessore in Cielo un grande Santo dei nostri giorni che ci aiuta nel cammino di questa vita terrena verso il Cielo.
Caro Papa sarai sempre nel mio cuore.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 11:55 | link | commenti (5)
categorie: papa, gpii
giovedì, 29 marzo 2007

Il saluto rivolto dal Papa alla Chiesa Siciliana che incontra in questi giorni.

Saluto i pellegrini di lingua italiana. In particolare, i Vescovi delle Diocesi della Sicilia, che in questi giorni compiono la Visita “ad Limina Apostolorum” e i fedeli che li accompagnano. Cari Fratelli nell’Episcopato, vorrei ripetere a voi quanto l’Apostolo Paolo raccomandava a Timoteo: annunziate integralmente la Parola di Dio, insistete in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonite, rimproverate, esortate con ogni magnanimità e dottrina (cf.2Tm 4,2). Sostenete con il vostro esempio i sacerdoti, le persone consacrate e i fedeli laici di Sicilia, perché continuino a testimoniare Cristo e il suo Vangelo, con rinnovato slancio e fervore. Nessun timore sorprenda mai e agiti il cuore di tutti voi, cari fratelli e sorelle. Chi segue Cristo non si spaventa delle difficoltà; chi confida in Lui va avanti sicuro. Siate costruttori di pace nella legalità e nell’amore, offrendo luce agli uomini del nostro tempo, i quali pur presi dagli affanni della vita quotidiana, avvertono il richiamo delle realtà eterne.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 11:16 | link | commenti
categorie: papa, storie liete di sicilia
mercoledì, 28 marzo 2007


«Io, miracolata da Wojtyla»
di Andrea Tornielli

«Avevo il Parkinson, tremavo, non riuscivo neanche a stare in piedi. Ora sono guarita». È commosso il racconto della giovane suora francese, in servizio nel reparto maternità di un ospedale in una cittadina vicino a Lione. La quarantacinquenne religiosa - la cui identità sarà resa nota ufficialmente alla vigilia della chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione di Wojtyla, domenica prossima - così descrive ciò che le è capitato. Il primo caso di guarigione dal Parkinson avvenuta per intercessione di un candidato agli altari. Una guarigione dalla stessa malattia che ha minato il fisico robusto del Papa polacco.
«Avevo il Parkinson - ha dichiarato la suora, la cui testimonianza è stata pubblicata sulla rivista Totus tuus della Postulazione della causa di Giovanni Paolo II - diagnosticato a giugno 2001. Il morbo aveva colpito tutta la parte sinistra del corpo, causandomi serie difficoltà, essendo io mancina. Dopo tre anni, ad una fase iniziale lentamente progressiva della malattia, è seguito l’aggravarsi dei sintomi: accentuazione dei tremiti, rigidità, dolori, insonnia...».
«Dal 2 aprile 2005 - continua la religiosa - ho iniziato a peggiorare di settimana in settimana, deperivo di giorno in giorno, non riuscivo più a scrivere o se tentavo di farlo, ciò che scrivevo era difficilmente leggibile. Non riuscivo più a guidare la macchina salvo per percorsi molto brevi, perché la mia gamba sinistra, a volte, si bloccava anche a lungo e la rigidità non avrebbe reso facile la guida. Per svolgere il mio lavoro, in ambito ospedaliero, inoltre, avevo sempre più bisogno di tempo. Ero totalmente esaurita».
«Dopo la diagnosi - afferma la suora - mi era difficile vedere Giovanni Paolo II in televisione. Mi sentivo, però, molto vicina a lui nella preghiera e sapevo che poteva capire quello che vivevo. Ne ammiravo anche la forza e il coraggio che mi stimolavano a non arrendermi e ad amare questa sofferenza. Solo l’amore avrebbe dato senso a tutto questo. Era una quotidiana lotta, ma il mio unico desiderio era di viverla nella fede e di aderire con amore alla volontà del Padre». È la Pasqua del 2005 e la religiosa malata desidera vedere il Papa in Tv «perché sapevo, nel mio intimo, che sarebbe stata l’ultima volta che avrei potuto farlo. Era tutta la mattina che mi preparavo a quell’“incontro” (lui mi richiamava a quello che io sarei stata tra qualche anno). Era dura per me, essendo giovane... Un imprevisto nel servizio, però, non mi permise di vederlo». La sera del 2 aprile Karol Wojtyla muore. «All’annuncio del decesso di Giovanni Paolo II mi è caduto il mondo addosso, avevo perso l’amico che mi capiva e mi dava la forza di tirare avanti».
Pochi giorni dopo la sua elezione, Benedetto XVI concede il nulla osta per far iniziare in anticipo il processo di beatificazione del predecessore. «Le consorelle di tutte le comunità francesi e africane chiedono l’intercessione di Giovanni Paolo II per la mia guarigione...». Il 1° giugno la suora si aggrava: «Non ne posso più! Devo lottare per tenermi in piedi e camminare. Il 2 giugno, di pomeriggio, vado a trovare la mia superiora per chiederle di esonerarmi dall’attività lavorativa. Lei mi chiede di resistere ancora un po’ e aggiunge: “Giovanni Paolo II non ha ancora detto la sua ultima parola”».
Poi, la superiora allunga una stilografica e chiede alla consorella di scrivere «Giovanni Paolo II»: sono le ore 17.00. «A stento scrivo il nome del Papa. Davanti alla calligrafia illeggibile rimaniamo a lungo in silenzio...». Poi quella sera, dopo la preghiera, la suora alle 21, sente il desiderio di scrivere nuovamente. «Era come se qualcuno mi dicesse: “Prendi la tua stilografica e scrivi”... sono le 21.30/21.45. La calligrafia è chiaramente leggibile: sorprendente! Mi stendo sul letto, stupita... Mi sveglio alle 4.30, sorpresa di essere riuscita a dormire. Mi alzo improvvisamente dal letto: il mio corpo non è più indolenzito, nessuna rigidità e interiormente non sono più la stessa». Il giorno dopo la donna ha la certezza di essere guarita e smette di prendere le medicine. Il Parkinson è miracolosamente svanito.
Andrea Tornielli

pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 07:35 | link | commenti (4)
categorie: papa, gpii
giovedì, 22 febbraio 2007

Terzo ed ultimo post sulla Festa della Cattedra di Pietro. Continuo la mia riflessione aiutato da parole importanti (che non sono certo le mie). Questa riflessione la traggo dalla Liturgia delle Ore della giornata odierna:

Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa
(Disc. 4 nell'anniversario della sua elezione, 2-3); PL 54, 149-151)


La Chiesa di Cristo s'innalza sulla salda fede di Pietro

 Tra tutti gli uomini solo Pietro viene scelto per essere il primo a chiamare tutte le genti alla salvezza e per essere il capo di tutti gli apostoli e di tutti i Padri della Chiesa. Nel popolo di Dio sono molti i sacerdoti e i pastori, ma la vera guida di tutti è Pietro, sotto la scorta suprema di Cristo. Carissimi, Dio si è degnato di rendere quest'uomo partecipe del suo potere in misura grande e mirabile. E se ha voluto che anche gli altri principi della Chiesa avessero qualche cosa in comune con lui, è sempre per mezzo di lui che trasmette quanto agli altri non ha negato.
A tutti gli apostoli il Signore domanda che cosa gli uomini pensino di lui e tutti danno la stessa risposta fino a che essa continua ad essere l'espressione ambigua della comune ignoranza umana. Ma quando gli apostoli sono interpellati sulla loro opinione personale, allora il primo a professare la fede nel Signore è colui che è primo anche nella dignità apostolica. 
Egli dice: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente»; e Gesù gli risponde: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli» (Mt 16, 16-17). Ciò significa: tu sei beato perché il Padre mio ti ha ammaestrato, e non ti sei lasciato ingannare da opinioni umane, ma sei stato istruito da un'ispirazione celeste. La mia identità non te l'ha rivelata la carne e il sangue, ma colui del quale io sono il Figlio unigenito. Gesù continua: «E io ti dico»: cioè come il Padre mio ti ha rivelato la mia divinità, così io ti manifesto la tua dignità. «Tu sei Pietro». Ciò significa che se io sono la pietra inviolabile, «la pietra angolare che ha fatto dei due un popolo solo» (cfr. Ef 2, 14. 20), il fondamento che nessuno può sostituire, anche tu sei pietra, perché la mia forza ti rende saldo. Così la mia prerogativa personale è comunicata anche a te per partecipazione. «E su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» (Mt 16, 18). Cioè, su questa solida base voglio costruire il mio tempio eterno. La mia Chiesa destinata a innalzarsi fino al cielo, dovrà poggiare sulla solidità di questa fede. 
Le porte degli inferi non possono impedire questa professione di fede, che sfugge anche ai legami della morte. Essa infatti è parola di vita, che solleva al cielo chi la proferisce e sprofonda nell'inferno chi la nega. E' per questo che a san Pietro viene detto: «A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherei sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt 16, 19). Certo, il diritto di esercitare questo potere è stato trasmesso anche agli altri apostoli, questo decreto costitutivo è passato a tutti i principi della Chiesa. Ma non senza ragione è stato consegnato a uno solo ciò che doveva essere comunicato a tutti. Questo potere infatti è affidato personalmente a Pietro, perché la dignità di Pietro supera quella di tutti i capi della Chiesa.
pensato e scritto da: ggraceffa alle ore 14:48 | link | commenti (2)
categorie: papa